Corea del Nord: nuovo test missilistico, “abbiamo il nucleare”

Pubblicato il 29 novembre 2017 alle 9:30 in Asia Corea del Nord

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 La Corea del Nord ha testato un missile intercontinentale, il 29 novembre 2017 alle ore 2:48 del mattino locali, che ha percorso una distanza maggiore rispetto ai razzi lanciati in precedenza.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, KCNA WATCH, si è trattato di “un nuovo tipo di missile ICBM Hwasong-15 con una testata molto pesante che è in grado di colpire il territorio statunitense, e che è dotata di un sistema più avanzato rispetto alle caratteristiche tecniche dei razzi Hwasong-14, testati lo scorso luglio”. Il comunicato riferisce altresì che “il test è stato considerato il completamento dello sviluppo del sistema di armamenti nucleari della Corea del Nord”. Dopo essere stato lanciato, il razzo ha effettuato un volo di 53 minuti in orbita, raggiungendo un’altitudine di 2,275 km e percorrendo 950 km, per poi precipitare in mare aperto ad est della penisola coreana. Alla fine della dimostrazione, l’agenzia di stampa di Pyongyang riporta che il leader Kim Jong-un ha “dichiarato con orgoglio di aver finalmente realizzato un evento storico, grazie al completamento della forza nucleare dello Stato, che può considerarsi una potenza missilistica”. Il comunicato si conclude dicendo: “Il grande successo del test è una vittoria inestimabile conquistata dall’eroico popolo della Corea del Nord, che ha sostenuto lo sviluppo del programma missilistico con lealtà, senza la minima esitazione, nonostante le sfide viziose degli imperialisti americani e dei loro seguaci. Il completamento della nuova arma strategica (il missile ICBM Hwasong-15) servirà a difendere la sovranità territoriale e l’integrità del nostro Paese di fronte alla politica di ricatto e di minaccia nucleare degli imperialisti americani, e di assicurare la pace e la tranquillità dei nordcoreani. Tale arma non costituirà alcun pericolo per la regione o per alcun Paese, fino a che gli interessi del nostro regime non verranno violati. Questa è la nostra dichiarazione solenne”.

Alla luce di tali affermazioni, appare evidente che la mossa della Corea del Nord è stata una dimostrazione di forza per mettere in guardia gli Stati Uniti. Kim Jong-un ribadiche di non avere intenzione di colpire nessuno, a meno che i suoi interessi vengano concretamente minacciati.

In reazione, il presidente Donald Trump ha commentato l’accaduto dicendo che “è una situazione che verrà gestita al più presto”. Il segretario della Difesa, James Mattis, invece, ha espresso la propria preoccupazione riguardo all’avanzamento tecnologico e nucleare raggiunto da Pyongyang. “Il razzo lanciato è andato più in alto di tutti quelli precedenti, la Corea del Nord sta continuando a compiere sforzi per costruire una minaccia che mette a rischio la pace mondiale, regionale e certamente anche quella degli Stati Uniti”, ha affermato Mattis. Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha condannato l’accaduto, riferendo tuttavia che “l’opzione diplomatica rimane una possibilità”. Lo scienziato della Union of Concerned Scientists, David Wright, ha riferito al New York Times che il test del 29 novembre ha portato a risultati migliori rispetto a quelli precedenti effettuati dalla Corea del Nord durante l’estate passata, e ha dimostrato di poter raggiungere qualsiasi parte del continente americano. “È alquanto impressionante, si è trattato di una dimostrazione di forza far vedere agli USA che il regime continuerà a sviluppare armi”, ha spiegato Wright. Nonostante ciò, a suo avviso, non è detto che il missile possa trasportare una testa termonucleare, motivo per cui è importante non sopravvalutare l’accaduto.

Come spiega il quotidiano americano, in seguito alla designazione della Corea del Nord a Stato sponsor del terrorismo, avvenuta lo scorso 21 novembre, la Casa Bianca si aspettava una reazione del regime di Pyongyang. Il giorno precedente al test missilistico, il Giappone aveva riferito di aver registrato segnali radio che indicavano la possibile preparazione di un lancio da parte della Corea del Nord. Dal momento che Kim Jong-un sta preparando l’esercitazione militare annuale invernale, il governo di Tokyo e di Seoul non avevano l’assoluta certezza che Pyongyang stesse per effettuare un test.

Il lancio del nuovo missile nordcoreano è avvenuto in seguito anche alle esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seoul iniziate l’11 novembre 2017, mentre Trump si trovava in tour in Asia. Nell’occasione, le tre portaerei della marina americana U.S.S. Ronald Reagan, U.S.S. Nimitz e U.S.S. Theodore Roosevelt hanno effettuato manovre militari al largo della penisola coreana per quattro giorni, coinvolgendo anche 11 imbarcazioni americane dotate di sistema Aegis e 4 navi da guerra della Corea del Sud, tra cui 3 cacciatorpedinieri. Secondo quanto riferito dagli ufficiali americani e sudcoreani, tali esercitazioni erano volte a rafforzare la strategia di “deterrenza prolungata” dei due alleati, a fronte delle minacce nucleari e missilistiche portate avanti dalla Corea del Nord.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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