Tensioni tra Etiopia ed Egitto per la costruzione della diga GERD

Pubblicato il 29 novembre 2017 alle 6:01 in Egitto Etiopia

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Sono emerse tensioni tra l’Egitto e l’Etiopia in merito al completamento della Grand Ethiopian Rainassance Dam (GERD), il futuro sistema idro-elettrico più grande di tutto il continente africano.

Il progetto, avviato nel 2011 da Addis Abeba, dovrebbe attingere dal fiume Nilo Azzurro, che attraversa il Sudan e l’Egitto, i quali temono che la diga danneggi e limiti le proprie risorse idriche. Il ministro dell’Irrigazione, dell’Acqua e dell’Elettricità etiope, Saleshi Bekele, ha riferito che i lavori non si sono mai interrotti, aggiungendo: “Non ci fermeremo fino a quando il progetto non sarà completato. Non abbiamo paura di cosa pensa l’Egitto, l’Etiopia vuole godere delle risorse idriche senza danneggiare nessuno”. Al-Jazeera in lingua inglese spiega che la zona intorno alla diga, lunga 1,8 chilometri, è stata messa sotto la massima sicurezza, con l’instaurazione di una no-fly zone non dichiarata e sistemi di difesa anti-aerei. Secondo quanto riportato dagli ingegneri, al momento, la diga è stata costruita al 60%. La sua futura capacità sarà pari a 6,000 megawatt, che permetteranno all’Etiopia di diventare il principale esportatore di elettricità nella regione africana.

Il Nilo Azzurro, uno dei due affluenti principali del Nilo, nasce nel lago Tana, in Etiopia, offrendone l’85% della portata. Come è noto, il Nilo è il secondo corso d’acqua più lungo al mondo (6,671 km), e attraversa numerosi Paesi, quali Burundi, Egitto, Eritrea, Etiopia, Kenya, Congo, Ruanda, Uganda, Sudan, Sud Sudan e Tanzania. La gestione delle sue acque è regolamentata da due trattai, risalenti rispettivamente al 1929 e al 1959. Il primo, formulato dall’Egitto e dalla Gran Bretagna, che allora aveva il controllo del Sudan, riconosceva il diritto ai due Paesi di usufruire del fiume. Successivamente, con l’indipendenza del Sudan dalla Gran Bretagna, il Cairo e Khartoum rinegoziarono il trattato, adottandone un secondo, tutt’ora in vigore, che assegna all’Egitto il 75% dell’acqua Nilo, e il 15% al Sudan. Nel 1999 è nata poi la Nile Basin Initiative, volta a arginare le tensioni sulla questione, che stabiliva un utilizzo equo delle risorse idriche del fiume. Infine, nel 2010, è stato stipulato il Coperative Framework Agreement, in sostituzione del trattato del 1959 che, tuttavia, non è stato firmato né dall’Egitto, né dal Sudan.

L’Etiopia è uno degli attori principali del Corno d’Africa, sia sul piano economico, sia sul piano della sicurezza. Il Paese ospita i quartier generali dell’Unione Africana ed è un membro dell’Intergovernmental Authority on Development (IGAD), un’organizzazione politico-commerciale composta dagli Stati del Corno d’Africa, fondata nel 1986, con sede in Gibuti. Da molto tempo, le truppe etiopi, insieme a quelle del Kenya, assistono la Somalia nella lotta contro al-Shabaab, il quale continua a compiere offensive, sia in Somalia, sia in territorio keniota.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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