Nigeria: represso assalto di Boko Haram a Magumeri

Pubblicato il 27 novembre 2017 alle 11:07 in Africa Nigeria

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L’esercito nigeriano ha represso un attacco da parte dei militanti del gruppo terroristico Boko Haram, intenzionati a conquistare la città di Magumeri, nel nord-est del Paese, sabato 25 novembre 2017.

Reuters riferisce che l’assalto è stato l’ultima azione di una serie di offensive lanciate dai terroristi, i quali sono particolarmente attivi in quell’area della Nigeria. Nel corso degli scontri a Magumeri, 3 soldati nigeriani sono morti, mentre altri 6 sono rimasti feriti. Secondo alcuni testimoni, anche almeno 3 civili sarebbero deceduti. L’ultimo attentato compiuto dai jihadisti di Boko Haram si era verificato il 21 novembre 2017, quando un attentatore suicida adolescente si è fatto saltare in aria presso una moschea, uccidendo più di 50 persone a Mubi, nello Stato di Adamawa, sempre nel nord-est del Paese.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista, attivo in Nigeria dal 2009, che ha causato la morte di almeno 20,000 persone, e ha forzato 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case, provocando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450,000 bambini stanno rischiando di morire di fame. In quella zona, l’UNICEF sta mettendo in atto una serie di iniziative volte a promuovere la tolleranza religiosa e la reintegrazione. Tuttavia, la furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse.

Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze. Il 23 agosto 2017, l’UNICEF ha reso noto che il numero di minori kamikaze utilizzati da Boko Haram è quadruplicato dall’inizio dell’anno a oggi, rispetto ai dati del 2016. Secondo le stime dell’organizzazione umanitaria, dal primo gennaio 2017, 83 minori sono stati obbligati a farsi saltare in aria nel nord-est della Nigeria. Di questi, 55 erano bambine, spesso al di sotto dell’età di 15 anni, 27 erano maschi e uno era un neonato, che è stato fatto esplodere mentre era in braccio a una ragazzina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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