Egitto: arrestate 29 spie in combutta con la Turchia

Pubblicato il 25 novembre 2017 alle 6:03 in Africa Egitto

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Le autorità egiziane hanno arrestato 29 persone, accusate di lavorare come spie per la Turchia e di appartenere alla Fratellanza Musulmana.

L’arresto dei sospettati è avvenuto mercoledì 22 novembre 2017, sulla base delle indagini condotte dall’Intelligence egiziana. I dati raccolti dai servizi segreti dimostrerebbero che tali individui avrebbero passato informazioni all’Intelligence turca come parte di un piano mirato a rimettere al potere la Fratellanza Musulmana.

Le relazioni tra Ankara e il Cairo sono tese dal colpo di stato militare che il 3 luglio 2013 ha rovesciato il governo di Mohammed Morsi, rappresentante della Fratellanza Musulmana. Morsi era stato eletto nel 2012, in seguito alle prime elezioni democratiche che si sono tenute in Egitto dopo lo scoppio della Primavera araba.

In seguito al colpo di stato, che ha portato al potere l’attuale presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, la Fratellanza Musulmana è stata etichettata come “organizzazione terroristica” in Egitto. Di conseguenza, tutte le sue attività sono state dichiarate illegali e la maggior parte dei leader dell’organizzazione sono stati arrestati.

La Fratellanza Musulmana è profondamente legata al Partito per la Giustizia e lo Sviluppo turco, a cui appartiene il presidente, Recep Tayyip Erdogan. Per questo motivo, dopo che le attività della Fratellanza sono state dichiarate illegali in Egitto, molti suoi membri si sono rifugiati in Turchia.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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