Zimbabwe: Mnangagwa nominato nuovo presidente

Pubblicato il 24 novembre 2017 alle 8:37 in Africa Zimbabwe

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Emmerson Mnangagwa è stato nominato nuovo presidente ad interim dello Zimbabwe, venerdì 24 novembre 2017.

Il 75enne Mnangagwa, ex vicepresidente, è rientrato pochi giorni fa in Zimbabwe dal Sudafrica, dove era stato costretto a scapapre, nel novembre 2016, in seguito alle dimissioni ordinate dal’ex presidente, Robert Mugabe.

Durante il primo discorso pubblico, tenuto il 23 novembre 2017, il nuovo leader ha affermato che il Paese africano sta entrando in una nuova era democratica. “Oggi assistiamo all’inizio di una nuova democrazia”, ha annunciato Mnangagwa di fronte a una folla in giubilo nella capitale Harere. Secondo quanto riferito dalla corrispondente di al-Jazeera in lingua inglese, Fahmida Miller, il discorso del nuovo presidente si è concentrato soprattutto sulla popolazione. “Mnangagwa ha sfruttato l’opportunità per parlare ai suoi seguaci e a tutte le persone che sono state felici delle dimissioni di Mugabe, enfatizzando il ruolo che queste hanno avuto nel cambiamento politico dello Zimbabwe”, ha spiegato la giornalista.

Dopo una settimana di assedio militare, iniziato la mattina del 15 novembre 2017, nella capitale Harere, da parte dell’esercito locale, Mugabe si è dimesso, ponendo fine ai suoi 37 anni di potere. Inizialmente, il maggiore generale SB Moyo aveva tenuto un discorso televisivo in cui aveva dichiarato che non era in corso alcun colpo di Stato contro il presidente Robert Mugabe. “Stiamo cercando soltanto i criminali vicini al presidente per processarli di fronte alla legge, sono responsabili delle sofferenze del nostro Paese”, aveva affermato il maggiore generale, aggiungendo che, una volta che l’esercito avrebbe raggiunto il proprio obiettivo, la situazione in Zimbabwe sarebbe tornata alla normalità.

Mugabe, in carica dal 1980, era il capo di Stato più anziano del mondo. Lo scorso 25 febbraio, all’età di 93 anni, aveva deciso di ricandidarsi alle future elezioni presidenziali, previste per il 2018. I suoi sostenitori lo vedevano come un nazionalista che aveva combattuto contro il colonialismo e contro le potenze occidentali “neo-imperialiste”; i suoi oppositori, invece, lo biasimavano per aver distrutto l’economia del Paese, una volta conosciuto come il “granaio dell’Africa”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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