Migranti in Libia: Francia chiede riunione di emergenza al Consiglio di sicurezza

Pubblicato il 24 novembre 2017 alle 6:01 in Francia Immigrazione

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La Francia ha chiesto una sessione di emergenza al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta della CNN sul mercato degli schiavi in Libia.

“La Francia ha deciso di chiedere un incontro di emergenza al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per affrontare la questione”, ha affermato il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, mercoledì 22 novembre 2017.

L’indignazione nei confronti delle condizioni dei migranti in Libia, costretti nei centri di detenzione, è dilagata in tutto il mondo il 14 novembre scorso, quando l’emittente americana ha pubblicato un video in cui viene mostrata un’asta di migranti african, venduti come schiavi nelle vicinanze di Tripoli. Lo stesso giorno, l’Alto Rappresentante per i diritti umani dell’Onu, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha accusato l’Unione Europea e l’Italia di condurre politiche disumane in Libia. A suo avviso, i patti che Bruxelles e Roma hanno concluso nel corso dei mesi passati con le autorità di Tripoli stanno permettendo alla Guardia Costiera libica di riportare in Libia i migranti, costringendoli a sofferenze. Pochi giorni dopo, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha riferito che la schiavitù in Libia dovrebbe essere considerata un crimine contro l’umanità.

Le Drian ha spiegato che le autorità libiche, avvertite più volte nel corso dei mesi passati, hanno finalmente deciso di aprire un’indagine sulla questione. “Vogliamo che tutto venga risolto in fretta, se il sistema di giustizia libico non è in grado di portare a termine questa procedura, dovremmo imporre sanzioni internazionale”, ha affermato il ministro francese. Per avere un quadro della situazione ancor più dettagliato, Le Drian ha chiesto all’Organizzazione internazionale per le Migrazioni (IOM) e alla UN Refugee Agency di pubblicare tutte le informazioni che hanno raccolto sul traffico degli esseri umani nel Paese nordafricano.

La Francia si sta impegnando particolarmente per migliorare le condizioni dei migranti in Libia. L’11 novembre 2017, la UN Refugee Agency ha annunciato che Parigi sarebbe stato il primo Paese europeo ad accogliere un gruppo di migranti che dalla Libia erano stati evacuati temporaneamente in Niger. Entro gennaio 2018, circa 70 individui, selezionati in base alla necessità di protezione, verranno trasferiti in Francia, dove riceveranno lo status di rifugiati nel minor tempo possibile.

Da anni, la Libia costituisce il principale porto di partenza delle imbarcazioni cariche di migranti che salpano alla volta dell’Italia e dell’Europa. In seguito alla caduta del regime di Gheddafi, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano è scivolato nel caos più totale, rischiando di cadere in una guerra civile tra il 2012 e il 2014. Attualmente, lo Stato è diviso in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Italia; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza della Russia e dell’Egitto. I trafficanti di esseri umani stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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