Cile: ballottaggio il 17 dicembre

Pubblicato il 22 novembre 2017 alle 6:03 in America Latina Cile

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L’ex presidente del Cile, il conservatore Sebastián Piñera, ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali di domenica scorsa con il 36,6% dei voti. Affronterà al ballottaggio il 17 dicembre prossimo il socialista Alejandro Guillier, che con il 22% ha superato di poco più di due punti Beatriz Sánchez, candidata della coalizione di estrema sinistra Frente Amplio, vera sorpresa delle elezioni.

Il risultato di Piñera è di 4/5 punti inferiore a quanto pronosticato dai sondaggi, e l’ex presidente non ha nascosto la sua delusione parlando ai suoi sostenitori a risultato acquisito.

Buon risultato ha ottenuto il candidato ultraconservatore José Antonio Kast, che ha conquistato l’8% dei voti rivendicando l’eredità del Generale Pinochet. Sebastián Piñera ha “salutato José Antonio Kast” nel suo appello post-elettorale assicurando che “assieme difenderemo i valori della famiglia e dell’umanesimo cristiano”. Nel corso della campagna elettorale per il primo turno Piñera si era tenuto volutamente equidistante da Kast e dal centrista indipendente Marco Enríquez-Ominami (5%), nell’incertezza che i voti necessari alla vittoria al ballottaggio potessero venire da destra o dal centro.

Il buon risultato di Kast è spiegato da molti analisti con la svolta al centro dei conservatori, in un paese dove l’eredità della dittatura rimane popolare in diversi strati della società che gli esperti definiscono pinochetismo sociologico. “Non è un segreto per nessuno che se alla Moneda (il palazzo presidenziale) ci fosse ancora Pinochet sarei a bere un tè con lui” – ha dichiarato il candidato.

Già nel corso della notte elettorale Kast si è recato presso il comitato elettorale di Piñera per offrirgli il suo appoggio “senza condizioni”. Gesto molto gradito dall’ex presidente, che ha affermato che la dittatura è finita da trent’anni e non ha senso definirsi politicamente in funzione di qualcosa passato da trent’anni. “Mi preoccupano di più i prossimi trent’anni” – ha concluso Sebastián Piñera.

Il centrosinistra, dato per sconfitto da tutti i sondaggi, spera ora nella vittoria al ballottaggio, facendo appello al voto del Frente Amplio e della Democrazia Cristiana, la cui candidata Carolina Goic ha ottenuto il 6%, un risultato deludente per il partito che ha espresso il presidente del Cile dal 1990 al 2000 con Patricio Aylwin e Eduardo Frei.

Il Frente Amplio, fondato dai leader studenteschi delle manifestazioni contro il caro-istruzione del 2011, è stato la sorpresa delle elezioni. Beatriz Sánchez, che ha sfiorato il ballottaggio, è una nota giornalista vicina al movimento di estrema sinistra, candidata quasi per caso, poiché la maggior parte dei leader del Frente non ha compiuto ancora i 35 anni richiesti dalla legge per candidarsi alla guida del paese.

Gli analisti ora prevedono un ballottaggio combattuto, paradossalmente, per lo scarso appeal dei due candidati, con il rischio che l’affluenza, già bassa al primo turno (45%), possa calare ulteriormente.

Alejandro Guillier ha ottenuto il risultato più basso nella storia del centrosinistra cileno sin dal ritorno della democrazia nel 1990, ma ha un bacino di voti abbastanza ampio per il secondo turno, mentre Piñera che lasciò la presidenza nel 2014 con una quota di popolarità abbastanza alta, ha maggior carisma ma un bacino di voti limitato all’ultradestra di Kast e ai centristi contrari alle riforme della presidente uscente Michelle Bachelet.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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