USA reinseriscono la Corea del Nord nella lista degli Stati sponsor del terrorismo

Pubblicato il 21 novembre 2017 alle 10:27 in USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha inserito la Corea del Nord nella lista dei Paesi sponsor del terrorismo, una mossa diplomatica che il New York Times ha definito “provocatoria”, al fine di aumentare la pressione sul regime di Pyongyang.

L’annuncio è stato fatto lunedì 21 novembre 2017, durante un incontro degli ufficiali della Casa Bianca, i quali hanno altresì comunicato che martedì 22 il Dipartimento del Tesoro adotterà nuove sanzioni contro il regime nordcoreano. “Oggi gli Stati Uniti designano la Corea del Nord come Stato sponsor del terrorismo. Ciò sarebbe dovuto succedere molto tempo fa”, ha dichiarato Tump, aggiungendo che oltre a minacciare il mondo con la devastazione nucleare, Pyongyang ha supportato continuamente atti di terrorismo internazionale. Questa nomina, ha spiegato il presidente, porterà all’imposizione di nuove sanzioni che “metteranno sotto pressione il regime criminale di Kim Jong-un”.

La lista degli Stati sponsor del terrorismo è stata introdotta dagli Stati Uniti nel 1979 per elencare quei Paesi che “avevano ripetutamente supportato atti di terrorismo internazionale”. L’inserimento al suo interno prevede una serie di misure unilaterali, tra cui un embargo sull’esportazione e l’acquisto di armi e altre iniziative punitive. La lista è regolata da tre leggi, quali la Sezione 6 dell’Export Administration Act, la Sezione 40 dell’Export Control Act e la Sezione 620 del Foreign Assistance Act. La Corea del Nord si andrà ad aggiungere all’Iran, al Sudan e alla Siria, che sono stati nominati sponsor del terrorismo rispettivamente nel gennaio 1984, nell’agosto 1993 e nel dicembre 1979. Pyongyang era stata inserita nella lista una prima volta nel 1988, dopo che, nel 1987, alcuni agenti nordcoreani avevano messo una bomba su un jet sudcoreano, uccidendo 115 persone. Secondo quanto riferito da uno degli ufficiali che venne catturato vivo, l’attacco era stato ordinato da Kim Jong-in, padre di Kim Jong-un. Successivamente, nell’ottobre 2008, la Corea del Nord venne rimossa dalla lista dall’allora presidente George W. Bush, con l’intento di migliorare le relazioni tra i due Paesi e cercare di convincere il regime a sospendere il proprio programma nucleare.

Con la nuova nomina, Trump mira a denuclearizzare completamente il Paese asiatico. “Questa mossa servirà a far capire al leader nordcoreano che andrà sempre peggio, fino a quando non sarà pronto al dialogo”, ha spiegato il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, subito dopo l’annuncio di Trump. Il quotidiano americano spiega che non è chiaro se la nomina faciliterà i negoziati tra i due Paesi, o se peggiorerà soltanto le tensioni tra il leader americano e Kim Jong-un. Reuters riferisce che, ad avviso di alcuni esperti, l’inserimento della Corea del Nord nella lista rimarrà una mossa simbolica, dal momento che gli USA hanno già imposto numerose sanzioni contro Pyongyang. Secondo altri, invece, il Paese asiatico non presenta i requisiti per essere inserito nell’elenco, poiché sono necessarie prove di “supporto ripetuto ad atti di terrorismo internazionale”. A tale riguardo, Trump e Tillerson hanno citato due casi che indicato che la Corea del Nord merita di essere definita Stato sponsor del terrorismo. Il primo caso è quello dell’assassinio del fratello Kim Jong-nam, morto all’aeroporto di Kuala Lumpur il 13 febbraio 2017. Agenti nordcoreani sono stati incolpati per la sua uccisione. Il secondo caso è quello di Otto Warmbier, lo studente dell’Ohio che è morto per cause sconosciute lo scorso giugno poco dopo essere rientrato in stato comatoso negli USA dalla Corea del Nord, dove era stato imprigionato per più di un anno. La sua morte ha contribuito ad aggravare le tensioni diplomatiche tra Washington e Pyongyang che, nel corso dell’estate, sono peggiorate sempre di più per via dei continui test missilistici e atomici da parte nordcoreana, e di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud da parte americana.

L’annuncio di Trump è avvenuto a una settimana di distanza dalla fine del tour in Asia, durante il quale il presidente ha visitato il Giappone, la Corea del Sud, la Cina, il Vietnam e le Filippine, con l’intento di creare un fronte comune per contrastare lo sviluppo del programma nucleare e missilistico della Corea del Nord. Tokyo e Seoul hanno dichiarato di appoggiare la decisione ameircana, sostenendo che l’inserimento di Pyongyang nella lista degli Stato sposnsor del terrorismo contribuerà a esercitare maggiore pressione su Kim Jong-un.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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