Nigeria: attacco suicida a Mubi, almeno 50 morti

Pubblicato il 21 novembre 2017 alle 15:15 in Africa Nigeria

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Un attacco suicida ha colpito una moschea nella città di Mubi, nel nord-est della Nigeria, causando la morte di almeno 50 persone, martedì 21 novembre 2017.

Secondo quanto riportato dalla polizia locale, l’attentatore era un adolescente, che si è fatto saltare in aria non appena i fedeli hanno raggiunto la moschea per le preghiere della mattina. Al momento, nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’attacco, ma le autorità sono convinte che sia stata opera di Boko Haram, poiché è solito utilizzare donne, bambini e adolescenti negli attacchi suicidi. L’ultimo attacco compiuto da donne si è verificato il 13 novembre 2017 a Maiduguri, nello Stato del Borno, dove 4 attentatrici si sono fatte esplodere, uccidendo 10 persone e ferendone altre 30.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista, attivo in Nigeria dal 2009, che ha causato la morte di almeno 20,000 persone, e ha forzato 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case, provocando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450,000 bambini stanno rischiando di morire di fame. In quella zona, l’UNICEF sta mettendo in atto una serie di iniziative volte a promuovere la tolleranza religiosa e la reintegrazione. Tuttavia, la furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse.

Il leader dell’organizzaizone, Abubakar Shekau, dal marzo 2015, è ufficialmente affiliata all’ISIS. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5,450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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