Algeria: intercettati più di 286 migranti in mare verso l’Europa

Pubblicato il 20 novembre 2017 alle 9:21 in Algeria Immigrazione

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La Guardia Costiera algerina ha intercettato più di 286 migranti illegali nel Mediterraneo, in procinto di raggiungere l’Europa.

La notizia è stata annunciata dal Ministero della Difesa di Algeri, il quale ha spiegato che gli individui erano a bordo di diversi barconi, che sono salpati dalle coste algerine tra il 16 e il 18 novembre.

Nel corso degli ultimi mesi, contemporaneamente alla diminuzione delle partenze illegali dalla Libia, sono aumentati gli sbarchi dei migranti dalla Tunisia e dall’Algeria. Il 25 settembre scorso, la Sardegna ha registrato oltre 165 arrivi di migranti algerini in poche ore. La mattina del giorno seguente, gli sbarchi sono aumentati, così che il presidente della regione Sardegna, Francesco Pagliaru, ha scritto una lettera a Minniti, chiedendo di moltiplicare gli sforzi affinché il passaggio di migranti in Algeria cessi al più presto. Successivamente, il 12 ottobre, il ministro dell’Interno ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo algerino, Noureddine Bedoui, con cui ha affrontato la questione dell’aumento dei flussi migratori. I due funzionari hanno concordato la necessità di applicare un approccio multidimensionale alle migrazioni e di elaborare una strategia comune. Minniti ha invitato Bedoui a Roma per rafforzare la collaborazione tra l’Italia e l’Algeria in materia di sicurezza, soprattutto in relazione all’immigrazione e al terrorismo.

Dato che, nel corso dell’estate passata, con la diminuzione delle partenze dalle coste libiche sono aumentati progressivamente i tentativi dei migranti di imbarcarsi alla volta dell’Europa dall’Algeria il 5 settembre 2017, le autorità algerine hanno potenziato le misure di sicurezza al confine con la Libia, attraverso l’invio di nuove unità militari nell’area, nell’ambito di un nuovo programma di sicurezza che mira a prevenire l’infiltrazione di estremisti attraverso la frontiera. Il capo di stato algerino ha ordinato il dispiegamento di sofisticate attrezzature di controllo per monitorare le frontiere, intensificando anche la presenza di pattuglie di sicurezza e di controllo e i voli su punti strategici del deserto.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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