Tensioni NATO-Turchia: Erdogan ritira 40 soldati da un’esercitazione in Norvegia

Pubblicato il 19 novembre 2017 alle 8:41 in NATO Turchia

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Sono emerse nuove tensioni tra la Turchia e la NATO.

Nei giorni passati, nel corso di un’esercitazione delle truppe dell’alleanza atlantica in Norvegia, è stato esposto un poster offensivo con su scritto il nome del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e quello del fondatore della Turchia, Mustafa Kemal Ataturk. In seguito a tale episodio, Erdogan ha ordinato il ritiro dei 40 soldati turchi che stavano prendendo parte all’esercitazione.

Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenber, si è scusato con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, emettendo un comunicato in cui si legge che l’incidente è stato causato da un singolo individuo e che, peraltro, le scritte sul poster non riflettono la visione della NATO. “La Turchia è un valido membro dell’alleanza atlantica e fornisce un valido contributo”, ha aggiunto Stoltenberg. Il colpevole, un civile norvegese senza alcun legame con la NATO, è stato immediatamente allontanato dal luogo dell’esercitazione. Le autorità norvegesi dovranno decidere se prendere provvedimenti legali.

L’accaduto è avvenuto in un momento delicato per le relazioni tra la Turchia e la NATO. Per la prima volta, lo scorso 13 settembre, Ankara ha firmato un accordo con la Russia per l’acquisto di un sistema di difesa missilistico S-400 del valore di 2,5 miliardi di dollari, il quale prevede che, entro il prossimo anno, Ankara riceva due batterie di S-400 e che, successivamente, ne produca altre due nel proprio territorio. Ciò ha costituito un duro colpo per la NATO per tre motivi. In primo luogo, i nuovi armamenti non saranno compatibili con quelli dell’Alleanza di cui è munita la Turchia. In secondo luogo, Ankara, essendo un membro dell’alleanza atlantica, ha il divieto di schierare un sistema del genere ai confini con l’Armenia, il Mar Egeo e la Grecia, territori di confine dei Paesi della NATO. In terzo luogo, l’installazione di armamenti russi nel territorio di uno Stato membro permetterà alla Russia di accedere a strutture e informazioni riservate dell’Alleanza, facendo acquisire a Mosca un vantaggio strategico.

Dal momento che i rapporti tra la Russia e la NATO sono caratterizzati da diverse tensioni, che affondano le radici nella crisi di Crimea del febbraio 2014, la NATO non ha gradito la decisione della Turchia. Dall’altra parte, Ankara, così facendo, ha dimostrato di dare la priorità ai propri interessi, anche se ciò va a discapito dell’alleanza atlantica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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