Grecia: almeno 15 morti in allagamento

Pubblicato il 18 novembre 2017 alle 10:01 in Europa Grecia

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Allagamento fa almeno 15 vittime, distrugge le case di decine di persone e danneggia gravemente le infrastrutture in Grecia.

Mercoledì 15 novembre un torrente particolarmente violento ha inondato due città costiere a ovest di Atene in seguito a una notte di pioggia torrenziale. Il torrente ha allagato la capitale causando danni e devastazioni che, a detta dei cittadini, per grandezza e gravità non hanno precedenti.

Un diluvio notturno ha scatenato l’allagamento delle città industriali di Nea Peramos e Mandra nelle colline ai piedi di una catena montuosa appena a ovest di Atene.

Il premier greco Alexis Tsipras ha dichiarato un periodo di lutto nazionale. “Questi sono momenti molto difficili per la Grecia. Stiamo vivendo un enorme disastro”, ha affermato il primo ministro in un appello nazionale.

“Misure di sostegno verranno adottate immediatamente e senza indugi per le famiglie e le aziende colpite”, ha aggiunto Tsipras, senza fornire ulteriori dettagli.

I residenti locali hanno detto di essere stati svegliati nella mattina di mercoledì 15 novembre da acqua piovana e fango che si stavano accumulando nelle loro abitazioni.

Con l’avanzare della gravità dell’evento nel corso della giornata, ampie porzioni locali sono state sommerse d’acqua e fango. In alcuni punti l’allagamento ha raggiunto il primo piano di piccoli edifici.

“C’è stato un accumulo d’acqua impressionante che ha causato violenti torrenti”, ha affermato Yiannis Kapakis, il capo del servizio di protezione civile in Grecia.

Piogge torrenziali di questa portata sono rare in Grecia, dove le infrastrutture modeste spesso non sono in grado di proteggere gli inquilini dall’allagamento. Ha piovuto ininterrottamente e a dirotto per circa una settimana, e il Paese si prepara per un nuovo allerta meteo previsto per la giornata di giovedì 16 novembre.

Alcuni residenti sono stati obbligati a salire su tetti e balconi mentre le automobili venivano inondate e sbattute l’una contro l’altra, contro i porticati delle case, contro gli alberi, e rovesciate.

“È un disastro di proporzioni bibliche”, ha riferito il sindaco della cittadina di Mandra, Yianna Krikouki, all’emittente nazionale ERT. “Abbiamo perso tutto”.

La prefettura di Attica, distretto amministrativo di entrambe le città, ha affermato che cercherà l’assistenza del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, raccolti per far fronte a disastri naturali. Nella regione è stato dichiarato uno stato d’emergenza.

“I muri sono crollati, le auto sono state trasportate via dalla corrente e hanno causato danni ovunque qui. Non è rimasto nulla”, ha affermato una residente locale, Marina Kolia. “L’acqua è in tutta la casa.”

Mandra e Nea Peramos hanno una popolazione collettiva di circa 20mila abitanti. Molte fondamenta delle strutture greche sono state costruite senza prendere in considerazione i piani regolatori delle città.

Un avvocato ateniese ha ordinato con urgenza un’indagine preliminare in merito alle vittime e ai danni causati dall’allagamento, e sta cercando di far luce anche su eventuali abusi normativi nella costruzione dell’assetto urbano.

Martedì 14 novembre, la Grecia ha dichiarato uno stato d’emergenza nell’isola orientale di Simi, appena a largo delle coste della Turchia, dopo che una tempesta ha sbalzato alcuni veicoli in mare, danneggiato case e bloccato le riserve idriche ed elettriche.


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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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