Il Cile verso il voto: pesa l’eredità di Bachelet

Pubblicato il 17 novembre 2017 alle 15:00 in America Latina Cile

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Domenica 19 novembre 14 milioni di cileni sono chiamati alle urne per eleggere il presidente e il parlamento del paese. Sono otto i candidati a succedere a Michelle Bachelet, tra questi, favorito dai sondaggi, l’ex presidente di centro-destra Sebastián Piñera.

Piñera, il terzo uomo più ricco del Cile e fratello di un ministro del generale Pinochet, ha effettuato una svolta al centro rispetto al suo primo mandato (2010-14), nel tentativo di conquistare i voti moderati in un paese che considera eccessivamente di sinistra le riforme del governo Bachelet. Già nel 2010 Piñera succedette a Bachelet.

La controversa eredità della presidente e la litigiosità della maggioranza uscente hanno causato la rottura della coalizione di centro-sinistra al potere.  Il partito socialista candida Alejandro Guillier e la Democrazia Cristiana Carolina Goic.

La coalizione Frente Amplio, nata a sinistra della maggioranza uscente, candida Beatriz Sánchez, che si fa portavoce della necessità di riforme ancora più radicali di quelle varate da Michelle Bachelet.

Completano la lista dei candidati Marco Enríquez Ominami, alla sua terza campagna presidenziale, due candidati di estrema sinistra, Eduardo Artés e il senatore Alejandro Navarro, e l’indipendente di destra José Antonio Kast che ha affermato “Pinochet voterebbe per me”.

I sondaggi prevedono una bassa affluenza alle urne (inferiore al 50%) e una buona affermazione di Piñera che tuttavia non gli dovrebbe evitare il ballottaggio previsto per il 17 dicembre. Incerta la corsa al secondo posto tra il socialista Guillier e Beatriz Sánchez. 

Tutti i candidati vicini alla maggioranza uscente cercano di prendere le distanze da Michelle Bachelet. “I governi non fanno vincere le elezioni, semmai ti aiutano a perderle” – ha dichiarato Alejandro Guillier, nel tentativo di frenare l’onda di centro-destra che gli analisti reputano inarrestabile.

Eletta alla fine del 2013 con oltre il 62% dei voti, Michelle Bachelet ha approfittato della sua enorme popolarità per smantellare l’eredità neoliberista del generale Pinochet in settori chiave quali istruzione, previdenza sociale, mercato del lavoro. Sono stati ritoccati anche il sistema elettorale e la Costituzione.

Si tratta di riforme che sarebbero considerate moderate in tutti gli altri paesi latinoamericani, come testimonia, tra l’altro la presenza di ben tre candidati a sinistra del Partito Socialista della presidente uscente. 

Riforme troppo di sinistra, tuttavia, per un paese tradizionalmente centrista che, almeno in campo economico, fatica a distanziarsi dal lascito della dittatura. Le riforme economiche di Pinochet hanno infatti garantito al Cile tassi di crescita, occupazione e stabilità economica sconosciuti nel resto dell’America Latina. Tutti i governi democratici che si sono succeduti dalla fine della dittatura nel 1990, hanno cercato di armonizzare il sistema e garantire maggiori diritti sociali, senza tuttavia intaccare la struttura economica.

Di conseguenza molti esponenti storici della socialdemocrazia cilena sostengono la candidatura di Piñera, che è riuscito a conquistare anche l’appoggio di molti liberali, storicamente vicini alla “Concertación”, l’alleanza di socialisti, liberali e democristiani che, fatta eccezione per il quadriennio di Piñera, ha governato il Cile ininterrottamente dal ritorno alla democrazia nel 1990. L’accusa che rivolgono a Bachelet è stata di incorporare i comunisti nella maggioranza negli ultimi 4 anni. 

Le riforme di Michelle Bachelet hanno provocato quella che per il Cile è una crisi economica: una crescita dell’1,8%, il tasso più basso dal 1990 a oggi. Il calo della popolarità della presidente ne è stato automatica conseguenza. Appena il 29% dei cileni ne approva l’operato secondo le ultime rilevazioni, dopo aver toccato un minimo del 20%.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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