Nazioni Unite: collaborazione UE-Libia su immigrazione “disumana”

Pubblicato il 15 novembre 2017 alle 6:01 in Europa Immigrazione

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Le Nazioni Unite hanno definito la collaborazione tra Unione Europea e Libia in ambito migratorio “orribile” e “disumana”.

“La politica dell’UE di assistere la Guardia Costiera libica per intercettare i migranti in mare e riportarli nel Paese nordafricano, dove gli individui sono condannati alla sofferenza, è un oltraggio alla coscienza umana”, ha dichiarato l’Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu, Zeid Ra’ad Al Hussein in un comunicato, martedì 14 novembre. A suo avviso, la situazione, già complicata, sta diventando catastrofica. “Il sistema di detenzione dei migranti in Libia è irrecuperabile, la comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi di fronti agli orrori inimmaginabili che subiscono i migranti in Libia, fingendo che la situazione possa essere rimediata attraverso il miglioramento delle condizioni della loro detenzione”, ha spiegato l’Alto Rappresentante. Tale affermazione è stata fatta il giorno successivo alla decisione dei ministri degli Interni europei e africani del Gruppo di Contatto per il Mediterraneo Centrale, riuniti a Berna lunedì 13 novembre, di fare maggiori sforzi per migliorare le condizioni dei migranti in Libia. In particolare, i ministri si sono detti intenzionati a collaborare con le autorità libiche per assicurare che gli individui all’interno delle strutture di detenzione vengano trattati nel rispetto dei diritti umani, e a creare alternative economiche, tra cui progetti per permettere ai migranti africani di raggiungere l’Europa legalmente.

L’Onu ha condannato altresì le autorità italiane per l’assistenza fornita alla Guardia Costiera libica nel Mediterraneo, nonostante ciò implichi che un numero sempre maggiore di migranti e rifugiati verranno costretti alla detenzione, andando incontro ad abusi e torture. “L’intervento dell’UE e delle autorità italiane non ha niente a che vedere con la riduzione degli abusi che i migranti subiscono ma, al contrario, sta peggiorando la situazione interna alla Libia”, ha concluso Hussien.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Attualmente, lo Stato è diviso in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Italia; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza della Russia e dell’Egitto. I trafficanti di esseri umani, ormai da anni, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. Questi trattamenti non sono destinati soltanto agli uomini, ma vengono applicati indistintamente anche a donne e bambini. Il 14 ottobre, la CNN ha pubblicato un video in cui viene mostrato un gruppo di migranti africani che, a poca distanza da Tripoli, vengono venduti all’asta come schiavi. Tale pratica era già stata denunciata da Othman Belbeisi, capo della missione dell’International Organization for Migration (IOM) in Libia, l’11 aprile 2017. Belbeisi aveva ha spiegato che i migranti vengono venduti ad un prezzo tra i 200 e i 500 dollari, e sono tenuti prigionieri per 2 o 3 mesi almeno. “Il mercato degli esseri umani sta diventando sempre più diffuso tra i trafficanti libici”, aveva aggiunto Belbeisi. 

In seguito allo sbarco di 181,000 migranti sulle coste italiane nel 2016, dall’inizio del 2017, l’Italia, con il supporto dell’Unione Europea, ha dato la priorità al raggiungimento di accordi bilaterali con i Paesi dell’Africa maggiormente coinvolti nel transito dei flussi migratori. In particolare, le autorità di Roma hanno concluso una serie di patti con la Libia, volti a diminuire le ondate di migranti verso l’Italia. Grazie alla stretta collaborazione tra le autorità del governo di Tripoli e quelle italiane, a partire dal mese di giugno 2017, gli sbarchi di migranti in Italia sono diminuiti. Dopo il picco di maggio, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23,526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio, si è passati a 11,459 a giugno e a 3,918 a luglio. Ad agosto è stato riscontrato un nuovo lieve aumento, con 6,282 sbarchi sulle nostre coste, seguito dall’arrivo di 5,984 migranti a settembre e 3,209 a ottobre.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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