Pressione della Cina: Taiwan non entra alla conferenza Onu

Pubblicato il 14 novembre 2017 alle 20:25 in Asia Taiwan

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Il Ministro per la Tutela ambientale di Taiwan non ha potuto partecipare alla riunione sul clima delle Nazioni Unite in corso a Bonn, in Germania, a causa dell’interferenza della Cina.

Il Ministro per la Tutela ambientale di Taiwan, Lee Ying-yuan, partecipa ogni anno alle riunioni sul clima dell’Onu in qualità di consigliere non governativo, in quanto l’isola non è un Paese membro delle Nazioni Unite. Quest’anno, per la prima volta, a causa della forte pressione imposta da Pechino, il rappresentante di Taiwan – isola del Pacifico che Pechino ritiene parte integrante del suo territorio nazionale, ma che è, di fatto, indipendente e governata in modo democratico – è stato escluso dall’evento internazionale.

“A causa dell’intervento della Cina, il ministro Lee Ying-yuan non ha potuto avere accesso all’incontro dell’UNFCC”, ha reso noto il Ministero per l’ambiente taiwanese. Lo UNFCC è la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico.

Il portavoce del Ministero degli Ester di Taiwan, Andrew H.C. Lee, ha dichiarato che la presidente dell’isola, Tsai Ying-wen, ritiene che il cambiamento climatico sia un tema fondamentale per l’isola e che la sua partecipazione ai simposi internazionali è molto importante. Taiwan intende attenersi alla posizione della sua leader e “non essere assente dalle occasioni in cui si può parlare di come affrontare il clima che cambia a livello internazionale”, ha affermato il portavoce.

È dal 2009 che gli ufficiali del Ministero dell’Ambiente di Taiwan prendono parte, anno dopo anno, alle riunioni sul clima sotto la veste di osservatori e consiglieri non governativi e il 2017 è stato il primo anno in cui, su richiesta della Cina, questo non è stato reso possibile. La stessa cosa è accaduta anche in occasione di un’altra riunione delle Nazioni Unite, l’Assemblea sulla Salute Mondiale, tenutasi a Ginevra, dove l’accesso ai rappresentanti di Taiwan è stato negato per via della pressione proveniente da Pechino.

Dal Ministero degli Esteri di Pechino il portavoce Geng Shuang è molto sintetico nel rispondere alla domanda dei giornalisti in merito al perché il Ministro di Taiwan non abbia potuto partecipare alla riunione. “La posizione della Cina nei confronti della partecipazione di Taiwan alle attività internazionali è chiara e rimane invariata. L’isola deve rispettare il principio una sola Cina, se non lo fa, rischia di creare ostacoli nell’interazione tra le due rive dello stretto”, ha affermato Geng Shuang.

Taiwan – formalmente Repubblica di Cina – è stata membro delle Nazioni Unite dal 1945 al 1971. Dal 1945 al 1949, il governo nazionalista guidato da Chiang Kai-shek era il governo dell’intera Cina, ma nel 1949, con la vittoria dei comunisti guidati da Mao Zedong e la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, i nazionalisti dovettero fuggire e rifugiarsi sull’isola di Taiwan. Da allora, la Repubblica di Cina – fondata nel 1911 sul Continente – ha continuato a esistere sull’isola. Nei primi anni della Repubblica Popolare, il governo nazionalista di Taiwan ha continuato a rappresentare la Cina in seno alle Nazioni Unite, fino al 1971 quando è stato espulso per lasciare il posto a quello di Pechino, in virtù del principio “una sola Cina” che costituisce la base dei rapporti diplomatici della Repubblica Popolare con tutti i Paesi del mondo.

Il principio “una sola Cina” riconosce Taiwan come parte integrante della Cina e il governo di Pechino come unico legittimo di tutto il popolo cinese, di conseguenza, solo “una Cina” può essere membro dell’Onu. Il principio “una sola Cina” riconosce l’unità territoriale della Cina, nonostante la presenza di due governi distinti. A livello internazionale, con la risoluzione 2758 delle Nazioni Unite del 1971, è stato sancito il riconoscimento del governo di Pechino come unico rappresentante dell’intera Cina, compresa l’isola di Taiwan. Il principio è stato riconosciuto anche dagli Stati Uniti nel 1979, quando i rapporti diplomatici tra Pechino e Washington vennero ufficialmente allacciati.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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