Indonesia: incendio in stazione di polizia, opera di jihadisti

Pubblicato il 14 novembre 2017 alle 6:30 in Asia Indonesia

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Due terroristi hanno incendiato una stazione di polizia in un attentato di ispirazione jihadista e colpito i poliziotti con archi e frecce, nell’isola di West Sumatra, in Indonesia. I due attentatori sono poi stati uccisi dalle forze dell’ordine.

Non ci sono state vittime nell’attentato di matrice jihadista realizzato da due terroristi nel quartier generale della polizia di Dharmasraya, sull’isola di West Sumatra, in Indonesia. Tutti gli edifici della stazione della polizia sono bruciati completamente. La polizia sta ora indagando per confermare il legame tra gli attentatori, che hanno mirato ai poliziotti con archi e frecce, e l’incendio che ha raso al suolo gli edifici, secondo quanto riportato dal portavoce delle forze dell’ordine, Rikwanto. Uno dei terroristi aveva con sé un pezzo di carta su cui era scritto un messaggio jihadista.

I due terroristi sono stati individuati dai vigili del fuoco intervenuti per domare l’incendio, ma quando questi hanno tentato di consegnarli alla polizia, i due uomini hanno tentato di resistere usando archi e frecce. I poliziotti hanno risposto aprendo il fuoco e uccidendoli entrambi.

Le stazioni della polizia e i membri delle forze dell’ordine sono obiettivi comuni per i militanti islamisti ed estremisti in Indonesia. La ragione è che la polizia è schierata in prima linea nelle operazioni di anti-terrorismo volute dal governo centrale indonesiano. Le squadre speciali dell’anti-terrorismo, note come Densus 88 – o distaccamento 88 – sono riuscite a indebolire o a eliminare molte reti radicaliste all’interno dell’arcipelago indonesiano. L’Indonesia è il più grande Paese a maggioranza islamica del mondo e i movimenti radicalisti, ispirati all’Isis, aumento sempre di più. Nel corso del 2016, si sono verificati diversi attentati che sono poi stati collegati a terroristi con legami con l’Isis, che gode di molti simpatizzanti in Indonesia.

L’Indonesia, insieme alla Malesia e alle Filippine, fa parte dei Paesi del Sud-Est Asiatico maggiormente impegnati nella lotta al terrorismo jihadista. I tra stati hanno avviato un programma di pattugliamenti congiunti per cercare di limitare gli spostamenti dei terroristi da un Paese all’altro. Le preoccupazioni dei governi di Jakarta, Manila e Kuala Lumpur sono aumentate da quando, il 23 maggio scorso, un gruppo di terroristi – il gruppo Maute – ha assediato la città di Marawi, la capitale dell’Islam nelle Filippine, sull’isola meridionale di Mindanao. L’assedio si è protratto per 5 mesi e i terroristi locali – fedeli all’Isis – sono stati affiancati da molti altri provenienti da tutti i Paesi della regione. Il governo delle Filippine ha dichiarato la fine dell’assedio all’inizio di ottobre, ma la paura che casi simili possano diffondersi a macchia d’olio in altre città del Sud-Est Asiatico rimane. Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, durante il suo intervento al vertice annuale dell’ASEAN in corso a Manila il 13 e 14 novembre, ha affermato che il campo in cui i Paesi dell’Asia sud-orientale devono collaborare maggiormente è proprio la lotta al terrorismo islamico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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