13 novembre 2015: 2 anni dalle stragi di Parigi

Pubblicato il 13 novembre 2017 alle 11:32 in Europa Francia

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Lunedì 13 novembre 2017 ricorre il secondo anniversario delle serie di attentati rivendicati dallo Stato Islamico che colpirono Parigi, causando la morte di complessivamente di 137 persone, inclusi i terroristi, e il ferimento di altre 352. Si è trattato dell’aggressione terroristica sul territorio francese più grave dalla seconda guerra mondiale a oggi.

La notte del 13 novembre 2015, tre squadre formate da tre militanti ciascuna attaccarono sei diversi luoghi della capitale francese quasi simultaneamente. La prima esplosione si verificò alle 21:16 locali fuori dallo Stade de France, nel nord di Parigi, nel corso della partita amichevole tra la nazionale francese e tedesca. Un kamikaze si fece esplodere presso i controlli di sicurezza della struttura, uccidendo una persona. Alle 21:19, un secondo attentatore saltò in aria presso un’altra entrata dello stadio e, alle 21:53 un terzo attentatore suicida esplose nelle vicinanze dello stadio. L’allora presidente francese, Francois Hollande, presente alla partita, venne immediatamente fatto evacuare per essere messo in salvo dalle forze di sicurezza. Morirono complessivamente 4 persone, tra cui i 3 attentatori, che indossavano cinture esplosive fabbricante con lo stesso materiale.

Contemporaneamente, altri tre attentatori attaccarono Rue Bichat e Rue Alibert, due strade del centro del decimo distretto, piene di ristoranti e locali notturni. Alle 21:25, i terroristi fecero irruzione presso il Le Carillon Bar e il ristorante Le Petite Cambodge, sparando contro i clienti che stavano cenando, uccidendo 15 persone, e ferendone altre 10.

Il terzo attacco si verificò alle 21:32, presso Rue de la Fontaine-au-Roi, dove  un uomo armato di kalashnikov aprì il fuoco contro il Cafè Bonne Biere, vicino al ristorante italiano La Casa Nostra, uccidendo 5 persone, e ferendone altre 8.

Alle 21:36, due attentatori attaccarono il ristorante La Belle Epoque, presso Rue de Charonne, nell’11esimo distretto di Parigi, causando la morte di 19 persone e il ferimento grave di altre 9. Finito l’assalto, i terroristi salirono a bordo di una Seat nera e fuggirono.

Alle 21:40, presso boulevard Voltaire, sempre nell’11esimo distretto, un attentatore che era seduto presso un caffè si fece esplodere, ferendo 15 persone, di cui una gravemente.

Alla stessa ora, si verificò l’attentato più mortale della serie al teatro Bataclan, presso boulevard Voltaire, dove la band americana Eagles of Death Metal si stava esibendo di fronte a circa 1,500 persone. Tre uomini vestiti di nero armati di fucili da assalto fecero irruzione nella sala, sparando contro la folla e gridando “Allahu Akbar”. Inizialmente, gli spettatori pensarono che i colpi facessero parte di uno spettacolo pirotecnico, ma non appena si resero conto che era in corso un attacco, iniziarono a scappare dal teatro. Gli spari durarono complessivamente 20 minuti, durante i quali i terroristi lanciarono anche granate contro le persone. Coloro che riuscirono a salvarsi si nascosero nei bagni e negli uffici della struttura, mentre altri fecero in tempo a raggiungere le uscite di emergenza. Secondo quanto riferito dai testimoni, i terroristi controllarono tutti i corpi distesi a terra per verificare che fossero morti. Quelli ancora vivi vennero uccisi con un colpo di pistola alla testa. Non appena accorse la polizia sul luogo, gli attentatori si barricarono all’interno del teatro prendendo in ostaggio circa 60/100 persone, minacciando di tagliar loro la testa e di gettare i corpi dalla finestra ogni 5 minuti. Alle 00:25, la Brigade of Research and Intervention (BRI) fece irruzione per liberare gli ostaggi. A quel punto, due degli attentatori si fecero saltare in aria, mentre un altro fu ucciso dal fuoco della polizia. Le vittime furono 89, mentre i feriti 99.

I 9 attentatori furono identificati essere rispettivamente:

  • allo Stade de France, Bilal Hafdi, classe 1995, e Ahmad al-Mohammad, classe 1990; il terzo kamikaze non venne mai identificato;
  • nei blitz contro i ristoranti presso il decimo e l’undicesimo distretto, i fratelli Brahim e Salah Abdeslam, il primo, 31enne, morì, mentre il secondo, 27enne, riuscì a fuggire per poi essere catturato dalla polizia il 18 marzo 2016 a Moleenbeck, Bruxelles. Il terzo attentatore, classe 1987, era Abdelgamid Abaaoud, ritenuto essere la mente degli attacchi e l’indottrinatore dei fratelli Abdeslam. Dopo essere riuscito a fuggire, fu ucciso dalla polizia il 18 novembre, presso Saint-Denis;
  • Al Bataclan, i terroristi furono identificati essere il 29enne Omar Ismail Mostefai, il 28enne Samy Animour e il 23enne Foured Mohamed-Aggad, tutti morti.

Il 14 novembre 2015, l’ISIS rivendicò l’attentato attraverso un comunicato in cui definì Parigi “una città di crociati”, piena di “prostituzione e vizi”, e in cui minacciò di colpirla nuovamente. Dall’attaco del 13 novembre 2015, la Francia rimane in stato di emergenza che consente al governo di monitorare i telefoni e le comunicazioni online dei sospettati, che possono essere trattenuti per gli interrogatori fino a 96 ore. Dal maggio 2016, le autorità di Parigi hanno altresì messo in atto un Piano di Azione contro il terrorismo e la radicalizzazione.

Da questa mattina, il presidente Emmanuel Macron, insieme alla moglie Brigitte e a Francois Hollande, sta compiendo il giro dei luoghi degli attentati a Parigi per commemorare le vittime.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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