Serbia: esercitazione con USA. La Russia potrebbe reagire

Pubblicato il 10 novembre 2017 alle 21:09 in Serbia USA e Canada

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La Serbia condurrà un’esercitazione militare con i paracadutisti americani al fine di rafforzare i legami militari con gli Stati Uniti.

È quanto dichiarato dal generale Tod Wolters, a capo del comando centrale delle forze aeree della NATO, l’Allied Air Command, mercoledì 8 novembre 2017.

Durante l’esercitazione, che avverrà la prossima settimana su invito del governo di Belgrado, i paracadutisti serbi si lanceranno al fianco di quelli americani da due C 130, aerei da trasporto tattico militare prodotti da Lockheed, la principale industria aerospaziale statunitense.  Tale addestramento, ha spiegato il generale statunitense, è teso a “rafforzare la fiducia all’interno di relazioni che dureranno per tutta la vita. E a migliorare saranno anche le competenze tecniche dei serbi”.

Il generale Wolters, a capo anche delle divisioni delle forze aeree statunitensi situate in Europa e in Africa, ha rivelato che  prenderanno parte all’addestramento circa un centinaio di militari americani, i quali “riceveranno anche un distintivo per aver partecipato” all’esercitazione nei Balcani.  

Tale regione, ha spiegato il generale Wolters, essendo caratterizzata da forti tensioni, rappresenta una sfida per la NATO e per l’esercito americano, i quali intendono rimanere nell’area come garanti della stabilità. Nello specifico, il generale statunitense ha dichiarato: “continuerà a essere una sfida, ma noi abbiamo il giusto centro di comando, abbiamo le giuste risorse e abbiamo avviato il giusto dialogo. Sarà il tempo a dirci cosa accadrà”.

La richiesta serba di condurre un’esercitazione con gli Stati Uniti sul proprio territorio rappresenta un segnale d’allarme per la Russia, la quale teme l’espansione della NATO nell’ex blocco comunista dei Balcani. Per tale ragione, l’addestramento potrebbe provocare una reazione della Russia, che ha di recente cercato di rafforzare i suoi legami militari con Belgrado, inviando alla Serbia sei caccia, i MiG-29, prodotti dall’industria aerospaziale russa Mikoyan-Gurevich.

La Serbia, tuttavia, intende portare avanti una politica di bilanciamento tra la Russia e l’ovest. In merito a ciò, il ministro della Difesa serbo, Aleksandar Vulin, ha dichiarato: “Come ogni Paese neutrale, stiamo lavorando sodo e insisteremo, e ci stiamo riuscendo, per avere ottimi rapporti con gli Stati Uniti e con la Russia, quindi con la NATO e con la CSTO [l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva di cui fanno parte alcuni Stati dell’ex Unione Sovietica]”.

Non è stato rivelato immediatamente quanti militari serbi prenderanno parte all’iniziativa, ma secondo quanto affermato dal ministro della Difesa serbo, Aleksandar Vulin, giovedì 9 novembre, l’addestramento rientra nelle regolari attività dell’esercito della Serbia.

In merito a ciò, il ministro ha ribadito: “Siamo un Paese neutrale, quindi ci prepareremo, addestreremo e lavoreremo con qualunque Stato da cui possiamo imparare qualcosa, e con chiunque possa imparare qualcosa da noi”.

La Serbia è il più grande Stato di quelli emersi dalla dissoluzione della Jugoslavia negli anni 90. A differenza del resto dei Paesi dell’area, non intende unirsi alla NATO. Rientra però tra gli obiettivi della Serbia l’ingresso nell’Unione Europea, pirmo partner commerciale e investitore nel Paese.

Parallelamente, la Serbia mantiene forti legami con la Russia. Tali legami derivano da due ragioni principali. La prima è di carattere economico, dal momento che la Serbia dipende dalla Russia per le forniture di petrolio e gas. La seconda ragione è di natura religiosa e culturale, essendo la Serbia di fede Cristiano-Ortodossa di matrice slava.

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di Redazione

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