Nuove misure USA contro Cuba

Pubblicato il 10 novembre 2017 alle 17:02 in America Latina Cuba

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A partire da ora sarà molto più complicato per i cittadini statunitensi viaggiare a Cuba. Le nuove misure contro l’isola varate dall’amministrazione Trump intendono colpire la crescente attività turistica cubana e presuppongono un duro colpo per i cuentapropistas, i lavoratori in proprio. 

cuentapropistas, che operano per lo più in relazione al turismo e al commercio al dettaglio, avevano vissuto un periodo di particolare crescita dopo il disgelo con Washington. Già lo scorso settembre, tuttavia, il governo cubano aveva sospeso la concessione di licenze per nuove attività e imposto restrizioni al lavoro in proprio. I cuentapropistas, meno di 600.000 in totale, rappresentano infatti un’anomalia nel modello di pianificazione economica socialista dell’isola, e sono spesso guardati con sospetto dalle autorità.

Le lievi aperture di Obama ai viaggi nell’isola per turismo, vietati sin dal 1962, sono state soppresse da Trump, che lascia in vigore solo le norme sui viaggi per ragioni familiari, di istruzione, di sostegno al popolo cubano e di ricerca scientifica. Obama non aveva modificato la legge, ma aveva aperto ad un’applicazione più elastica, che consentiva viaggi turistici nel quadro di quelli di istruzione o appoggio al popolo cubano. Dal 2014 il numero di turisti statunitensi a Cuba non ha cessato di aumentare. Nei primi sei mesi del 2017 era già stata superata la cifra di visitatori totali del 2016.

Le nuove norme vietano i viaggi individuali per motivi di istruzione, che potranno essere realizzati a partire dal 9 novembre solo nel quadro di viaggi organizzati da una delle organizzazioni statunitensi autorizzate.

Sono, inoltre, proibite le relazioni commerciali con oltre 180 imprese cubane, che Washington considera legate all’apparato militare e alle forze di sicurezza dell’isola. Il divieto riguarda anche compagnie non cubane che operino tramite aziende locali, tra queste le grandi catene alberghiere spagnole Iberostar e Meliá, che operano a Cuba grazie ad accordi con Gaviota, l’impresa dell’esercito cubano che gestisce il settore turistico.

Tra le aziende inserite nella “lista nera” di Trump, vi sono agenzie immobiliari, catene di ristoranti, negozi all’ingrosso e al dettaglio e molto altro. 

Le misure sono state accolte male tanto a Cuba come negli Stati Uniti, dove le linee aeree che da appena tre anni avevano rilanciato i voli diretti per L’Avana e le agenzie turistiche che avevano siglato accordi con Cuba hanno espresso preoccupazione per la ricaduta economica dei nuovi divieti. 

Alcuni analisti, inoltre, ritengono che le restrizioni non indeboliscono l’esercito e le forze di sicurezza cubane, ma il nascente settore privato che avrebbe potuto essere l’interlocutore privilegiato di Washington.

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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