NATO aumenta truppe in Afghanistan, ma USA rimangono delusi

Pubblicato il 10 novembre 2017 alle 8:43 in Afghanistan NATO

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In seguito all’annuncio dell’invio di 3,000 truppe aggiuntive in Afghanistan da parte della NATO, gli ufficiali americani hanno riferito che si aspettavano un maggiore impegno.

Nel corso del summit dei ministri della Difesa dell’alleanza atlantica, tenutosi a Bruxelles l’8 e il 9 novembre, il segretario generale, Jens Stoltenbegr, ha reso noto che la NATO aumenterà i propri soldati nel Paese asiatico da 13,000 a 16,000, come annunciato nella conferenza stampa il 7 novembre scorso. Dall’altra parte, gli ufficiali americani hanno commentato dicendo che, a tre mesi di distanza dalla messa in atto della nuova strategia americana in Afghanistan, il maggiore impegno promesso dalla NATO non rispetta le loro aspettative.

“Abbiamo detto chiaramente agli alleati che abbiamo bisogno del loro aiuto per affrontare le minacce che abbiamo identificato”, ha spiegato il generale John Nicholson, il comandante capo americano della missione di addestramento della NATO in Afghanistan. La paura degli Stati Uniti è che gli altri membri dell’alleanza atlantica non rispettino le promesse, inviando meno truppe di quelle previste. La Germania, ad esempio, che è il Paese europeo che sta sostenendo maggiormente la missione della NATO a Kabul, ha reso noto che non aumenterà le proprie truppe il prossimo anno. Per questi motivi, Nicholson ha paura che gli USA si troveranno costretti a riempire il vuoto di sicurezza, impegnandosi ulteriormente in Afghanistan.

Secondo le stime dell’esercito americano, gli ultimi mesi in cui la sicurezza del Paese asiatico si è deteriorata ulteriormente per via dei continui attacchi terroristici, sono coincisi con una diminuzione degli sforzi da parte delle truppe straniere.

Gli Stati Uniti hanno un interesse vitale nell’Afghanistan. Dall’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, l’obiettivo principale delle amministrazioni americane è stato sempre quello di prevenire un secondo attacco simile. Su ordine dell’allora presidente George W. Bush, gli USA invasero il Paese asiatico nel 2001 per eliminare i talebani e fornire supporto al governo locale, al fine di rafforzare l’autorità governativa. 16 anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi sono riusciti ad evitare un secondo attacco simile a quello delle Torri Gemelle, senza tuttavia essere riusciti a risolvere l’instabilità del Paese. L’obiettivo della nuova strategia americana, annunciata il 21 agosto 2017 da Trump, è quello di eliminare i gruppi terroristici dal Paese asiatico. A tal fine, oltre ad aver ordinato l’aumento delle truppe statunitensi presenti sul suolo afghano da 11,000 a 15,000, e oltre ad aver raddoppiato le operazioni contro i gruppi armati gli USA prevedono di rimanere in Afghanistan per altri 10 anni.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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