Ucraina: combattenti serbi in Donbass

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 20:09 in Balcani Ucraina

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Il ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin, ha chiesto informazioni all’ambasciatore dell’Ucraina presso la Serbia, Oleksandr Aleksandrovych, sui “mercenari serbi che combattono in Donbass”, la regione ucraina al confine con la Russia caratterizzata dalla guerra tra i separatisti filo-russi e il governo di Kiev.

In occasione dell’ultimo incontro tra Aleksandrovych e KIimkin, avvenuto il 7 novembre 2017, i due hanno affrontato il tema dello stato attuale delle relazioni tra Ucraina e Serbia. Di recente, l’ambasciatore ucraino in Serbia è stato più volte convocato a Kiev per fornire pareri e informazioni sulle attuali minacce alle relazioni tra i due Paesi.

Nello specifico, come sottolineato nel comunicato del Ministero degli Esteri ucraino, durante il vertice sono stati individuati due principali problemi.

Il primo problema riguarderebbe “i mercenari serbi che combattono in Donbass”. A tal proposito, i due hanno affrontato il tema degli “obblighi che il diritto internazionale impone alla Serbia in materia di contrasto al terrorismo”, dal momento che i mercenari serbi in Ucraina starebbero combattendo “all’interno dei gruppi terroristici russi”.

Il secondo problema che pone una minaccia alle relazioni tra Ucraina e Serbia sarebbe quello delle  “relazioni clandestine tra i funzionari della Serbia e la regione della Crimea, occupata dalla Russia”. In tale ambito, il Ministro degli Esteri ha dichiarato: “Speriamo che la Serbia si impegni a pieno nel rispetto dei principi della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.

Al termine del vertice, il ministro Klimkin e l’ambasciatore in Serbia hanno deciso, per ovviare a tali problemi, di adottare nuove misure, sia a livello bilaterale che multilaterale. Tali misure coinvolgerebbero i Paesi membri dell’Unione Europea, che il Ministero degli Esteri ha definito “amici e partner” dell’Ucraina.

La serie di incontri consultivi tra il ministro Klimkin e l’ambasciatore in Serbia ha avuto inizio dopo che Aleksandrovych ha rivelato, il 1 novembre del 2017, che la Russia sta “usando la Serbia per creare il caos e far scoppiare una nuova guerra nei Balcani”. Nello specifico, il ministro degli Esteri aveva affermato che “la Russia sta addestrando i mercenari serbi a uccidere i cittadini ucraini”.

A tale dichiarazione, il ministero degli Esteri serbo aveva reagito annunciando a Kiev che Belgrado avrebbe adottato misure di risposta, nel caso in cui il diplomatico ucraino non avesse cambiato il proprio “atteggiamento inaccettabile”.

Dopo la convocazione di Aleksandrovych a Kiev, il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, ha convocato, a Belgrado, l’ambasciatore serbo in Ucraina, Rade Bulatovic. Il vertice, che si è tenuto mercoledì 8 novembre, ha toccato gli stessi temi che i rispettivi omologhi ucraini avevano affrontato il giorno precedente.

Al termine del vertice, il ministro Dacic ha ribadito che la Serbia ha sempre dimostrato la propria attenzione nel rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina. In tale ottica, Dacic ha dichiarato che il proprio Paese ha già preso provvedimenti per contrastare il fenomeno dei combattenti serbi in Ucraina, nel rispetto degli obblighi imposti dal diritto internazionale.

Il ministro degli Esteri serbo ha concluso ricordando all’omologo ucraino che “è un fatto risaputo che i mercenari ucraini hanno preso parte ai crimini commessi dalle forze armate croate contro l’etnia serba che viveva in Croazia” durante la guerra del 1991. Tali crimini, però, “a differenza della Serbia, non sono mai stati condannati dall’Ucraina”.

Le relazioni diplomatiche tra Ucraina e Serbia sono iniziate nell’aprile del 1994. Attualmente, i due Paesi sono coinvolti in un forte dialogo politico. Tale dialogo è teso alla firma di accordi bilaterali per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi. 

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di Redazione

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