Qatar: i Paesi dell’embargo stanno sciogliendo il CCG

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 6:06 in Medio Oriente Qatar

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Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdul Rahman Al-Thani, ha accusato i Paesi dell’embargo di essere responsabili dello scioglimento del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Durante una conferenza stampa con il proprio omologo iracheno, Ibrahim Al-Jaafari, che si è tenuta l’8 novembre 2017 a Doha, Al-Thani ha dichiarato: “Gli sviluppi nella regione, che sono il risultato delle azioni intraprese dai Paesi dell’embargo contro il Qatar, si sono ritorte e hanno causato una crisi nella diplomazia internazionale e non solo con il Qatar” e ha aggiunto che gli sforzi internazionali per combattere il terrorismo e risolvere le crisi nella regione sono stati influenzati “dall’ostinazione dei Paesi dell’embargo”.

Il 5 giugno 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto avevano interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, accusato di sostenere e finanziare le organizzazioni terroristiche. Il 23 giugno, i quattro Paesi avevano inviato a Doha, attraverso la mediazione del Kuwait, una lista di 13 richieste che il Paese avrebbe dovuto accettare entro dieci giorni per porre fine all’embargo. Il Qatar aveva rifiutato le richieste, giudicandole in contrasto con il principio di sovranità nazionale, affermando, però, di essere pronto al dialogo per trovare una soluzione alla crisi. Tra le richieste presentate a Doha vi erano l’interruzione dei rapporti con l’Iran, la chiusura immediata della base militare turca in Qatar e la chiusura dei canali di Al Jazeera Media Network. 

Le due parti hanno trattato altresì il tema del potenziamento delle relazioni bilaterali, oltre alla ricostruzione dell’Iraq, dopo la definitiva sconfitta dello Stato Islamico. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera in lingua araba, Qatar e Iraq avrebbero affrontato anche la questione della crisi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e del ruolo che potrebbe avere Baghdad nella mediazione tra i Paesi coinvolti. 

Il 29 ottobre 2017, il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed Al-Khalifa, aveva chiesto la sospensione dello status di membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) del Qatar, “fino a quando non risponderà” alle richieste dei quattro Paesi dell’embargo.

Il Consiglio di Cooperazione del Golfo, creato il 25 maggio 1981, è un’organizzazione regionale intergovernativa di cui fanno parte sei Stati del Golfo Persico, in particolare, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar. L’organizzazione si propone di creare nel Golfo un mercato comune e di assicurare la stabilità economica e politica della regione, oltre all’unificazione del sistema economico e finanziario dei Paesi membri. La prossima riunione del Consiglio dovrebbe svolgersi prima della fine del 2017, anche se potrebbe essere rimandata a causa della crisi del Golfo.

Da parte sua, Al-Jaafari ha dichiarato che il suo Paese crede nel dialogo come migliore strumento per risolvere le controversie e che l’Iraq è contrario “all’isolamento e all’embargo” nei confronti degli altri Stati.

Durante la prima guerra del Golfo, nel 1991, l’Iraq e il Qatar sostenevano fazioni opposte nel conflitto. I dissapori avevano portato alla chiusura dell’ambasciata del Qatar a Baghdad, che era stata riaperta soltanto nel 2015, in seguito a un progressivo riavvicinamento tra i due Paesi.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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