Colloqui Trump-Xi Jinping: focus su Corea del Nord e rapporti commerciali

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 11:23 in Cina USA e Canada

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La crisi con la Corea del Nord e il commercio bilaterale sono state le questioni chiave dibattute tra il presidente Donald Trump e il leader cinese, Xi Jinping, a margine dei meeting a Pechino.

Trump è atterrato in Cina mercoledì 8 novembre, dopo aver visitato il Giappone e la Corea del Sud nei giorni precedenti. L’obiettivo principale del suo tour in Asia è quello di rafforzare le relazioni con i Paesi della regione, sia di sicurezza, sia in ambito economico, al fine di creare un fronte unito contro la Corea del Nord.

Riguardo al commercio, Trump ha criticato l’approccio cinese verso gli USA, definendo i rapporti bilaterali “ingiusti”, motivo per cui, a suo avviso, la Cina dovrebbe aprirsi di più alle imprese straniere. Dall’altra parte, il presidente cinese ha promesso che renderà l’economia locale più aperta e trasparente, dando il benvenuto alle compagnie americane. “Non biasimo la Cina. Dopo tutto, chi può mai biasimare un Paese che è stato capace di beneficiare i propri cittadini a sfavore di un altro Stato?”, ha affermato Trump, il quale ha aggiunto che, invece di puntare il dito contro Pechino, dovremmo incolpare le passate amministrazioni americane, le quali hanno permesso lo sbilancio commerciale a favore della Cina con le proprie decisioni. Come nota la CNN, il presidente americano ha assunto un tono nettamente diverso rispetto a quello più duro utilizzato nel corso della campagna elettorale, quando accusava altri Stati di sfruttare i lavoratori statunitensi. Dai colloqui, sono infine emersi accordi commerciali tra le imprese statunitensi e cinesi del valore di 250 miliardi di dollari. “Vogliamo un commercio vibrante con la Cina, ma che sia giusto e reciproco”, ha concluso Trump. Tale posizione è stata condivisa da Xi Jinping, il quale si è detto favorevole alla risoluzione dei problemi economici tra i due Paesi, supportando un “approccio costruttivo”. “L’Oceano Pacifico è abbastanza grande per ospitare sia gli USA, sia la Cina”, ha dichiarato il presidente cinese.

Circa la questione della Corea del Nord, come previsto, Trump ha chiesto a Pechino un maggiore impegno nel contrastare il regime di Kim Jong-un. Entrambi hanno concordato la necessità di creare un fronte unito contro Pyongyang, al fine di ostacolare lo sviluppo del suo programma nucleare e missilistico, considerato una minaccia non solo per la regione, ma per il mondo interno. Tuttavia, nessuno dei due leader ha annunciato un cambiamento di approccio. In conclusione, Trump ha sottolineato che “tutte le nazioni responsabili dovrebbero bloccare i finanziamenti alla Corea del Nord”, mentre Xi Jinping ha affermato che sia la Cina sia gli USA vogliono riportare una stabilità duratura nella penisola coreana, e che Pechino si conformerà al più presto con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro Pyongyang.

L’ultimo pacchetto di sanzioni adottate all’unanimità dai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite risalgono all’11 settembre 2017, pochi giorni dopo il test atomico effettuato dalla Corea del Nord, il 3 settembre. Le misure prevedevano un bando totale delle esportazioni di gas naturali liquefatti e condensati e un limite massimo di 2 milioni di barili l’anno di prodotti raffinati dal petrolio e di greggio. Gli USA avevano chiesto un blocco verso ogni forma di commercio con Pyongyang, ma la Cina, principale partner commerciale della Corea del Nord, e la Russia temevano che tali misure avrebbero spinto Kim Jong-un a condurre azioni sconsiderate.

In un articolo pubblicato sul New York Times, Mark Landler e Jane Perlez spiegano che ciò che si sta verificando tra la Cina e gli USA non è una novità. Prima di Trump, altri presidenti americani si erano rivolti a Pechino per risolvere la questione nordcoreana, rimanendo sempre delusi. Secondo molti esperti cinesi, spiegano gli autori, Trump e i suoi predecessori non sono riusciti a comprendere i limiti dell’influenza cinese su Pyongyang. Nonostante Pechino abbia combattuto insieme alla Corea del Nord nella guerra di Corea del 1950-53, e nonostante sia il suo principale alleato economico, i due Paesi intrattengono relazioni non troppo amichevoli, al punto che diversi cinesi definiscono i rapporti con la Corea del Nord “una falsa alleanza”. Oltre all’assenza di legami tra i due eserciti, la decisione di Xi Jinping di riallacciare i rapporti con la Corea del Sud, presa alla fine dello scorso ottobre, potrebbe altresì contribuire a erodere le relazioni con Pyongyang. Adesso che la Cina ha deciso di conformarsi alle Risoluzioni dell’Onu contro la Corea del Nord, l’ultima mossa da mettere in atto per contrastare definitivamente Kim Jong-un sarebbe il blocco totale delle esportazioni di petrolio. Alcuni esperti tuttavia, dubitano che la Cina si spingerebbe a tanto, in quanto la Corea del Nord potrebbe rivolgersi a nuovi rifornitori e destabilizzare ulteriormente la regione.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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