Turchia: emissione di visti con limitazioni per gli americani

Pubblicato il 7 novembre 2017 alle 15:04 in Turchia USA e Canada

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La missione diplomatica turca negli Stati Uniti ha ricominciato a elaborare le richieste di visti per i cittadini americani, ma in maniera limitata.

L’ambasciata turca a Washington ha annunciato la decisione martedì 7 novembre 2017, in risposta all’adozione della medesima misura da parte degli Stati Uniti. In un comunicato si legge: “La Turchia riprenderà a elaborare le richieste di visto per i cittadini americani e le missioni diplomatiche e consolari negli Stati Uniti su base limitata”.

La decisione di interrompere l’elaborazione delle richieste di visti era stata adottata lunedì 9 ottobre, quando l’ambasciata turca a Washington aveva annunciato di aver sospeso l’emissione di visti per i cittadini americani, eccezion fatta per quelli di immigrazione, in tutti i consolati turchi presenti nel territorio degli Stati Uniti, in risposta a una misura simile presa dall’ambasciata americana ad Ankara, il giorno precedente. Il provvedimento di Washington impediva ai cittadini turchi di ottenere un visto per viaggiare negli Stati Uniti, a meno che non avessero intenzione di trasferirvisi. La decisione degli Stati Uniti era giunta dopo che, mercoledì 4 ottobre, a Istanbul, le autorità turche avevano arrestato un impiegato del consolato americano con le accuse di spionaggio e di sovvertimento dell’ordinamento costituzionale. L’uomo era sospettato di avere legami con Fethullah Gulen, leader dell’Organizzazione terroristica Fetullah (FETO), accusata di aver orchestrato il colpo di stato che, il 15 luglio 2016, aveva tentato di rovesciare il regime del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

Prima dell’emissione del comunicato da parte di Ankara, l’ambasciata statunitense in Turchia aveva già annunciato di aver ripreso a elaborare i visti per i cittadini turchi su base limitata all’interno delle sue missioni diplomatiche nel Paese. Washington ha comunicato ufficialmente la propria decisione dopo aver ottenuto da Ankara l’assicurazione che nessun altro impiegato della missione diplomatica americana sarebbe stato indagato, arrestato o trattenuto “per aver svolto le proprie funzioni”.

Da parte sua, Ankara ha risposto agli Stati Uniti sottolineando che nessun impiegato delle missioni diplomatiche americane era stato sottoposto a indagini legali per aver svolto il proprio lavoro. In merito alla questione, l’ambasciata turca a Washington ha rilasciato un comunicato nel quale si legge: “Il funzionario in questione è stato soggetto di un processo giudiziario non a causa dei suoi compiti ufficiali, ma a causa di accuse gravi nei suoi confronti”. In tal senso, secondo Ankara, la preoccupazione degli Stati Uniti in merito alla sicurezza dei propri funzionari in Turchia non rifletterebbe la realtà dei fatti, dal momento che il Paese avrebbe sempre adottato tutte le misure necessarie per garantire la loro sicurezza.

La decisione di riprendere l’elaborazione delle richieste di visti per i cittadini americani è stata adottata in concomitanza con la visita del primo ministro turco, Binali Yildirim, negli Stati Uniti, durante la quale il premier incontrerà il vice presidente americano, Mike Pence.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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