Iraq: Al-Baghdadi fugge in Siria

Pubblicato il 7 novembre 2017 alle 20:04 in Iraq Medio Oriente

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Il califfo dello Stato Islamico, Abu Bakr Al-Baghdadi, è fuggito dalla cittadina di Rawa, situata nel governatorato iracheno di Al-Anbar, sulle rive del fiume Eufrate, alla volta della Siria.

Secondo quanto riferito da una fonte dell’Intelligence, Al-Baghdadi si stava nascondendo nella città di Rawa, quando le truppe irachene sono entrate ad Al-Qaim, situata a circa 80 km di distanza, vicino al confine con la Siria. Temendo per la sua vita, sarebbe quindi fuggito verso il governatorato di Deir Ezzor, in Siria, a bordo di un taxi giallo. Secondo quanto riferito dal quotidiano Iraqi News, “il leader dello Stato Islamico avrebbe insistito per prendere un taxi giallo al fine di non creare sospetti”.

Prima di fuggire, Al-Baghdadi avrebbe rinnovato il suo invito ai militanti dell’organizzazione a prendere le armi nella battaglia di Al-Qaim e a non arrendersi.

Il 3 novembre 2017, le forze irachene hanno annunciato la liberazione di Al-Qaim, la città principale dell’ultima area irachena ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. Numerosi militanti dello Stato Islamico sarebbero fuggiti verso la Siria per sfuggire ai combattimenti nella città, tuttavia le truppe irachene non avrebbero ricevuto l’ordine di seguirli all’interno del territorio siriano.

La notizia dimostrerebbe che Al-Baghdadi è ancora vivo. Il 29 settembre 2017, lo Stato Islamico aveva diffuso un nuovo messaggio vocale attribuito all’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi, attraverso il proprio organo di propaganda, Al-Furqan Media Foundation. Nell’audio, il leader dell’ISIS fa riferimento a temi di attualità, tra i quali le minacce della Corea del Nord nei confronti del Giappone. Ciò aveva già fatto pensare che il califfo fosse ancora vivo, nonostante lo scorso 16 giugno i militari russi avessero affermato di aver ucciso il leader dello Stato Islamico in un raid aereo che ha colpito Raqqa la notte del 28 maggio.

Voci sulla presunta morte del califfo in attacchi condotti dalle potenze occidentali circolano continuamente fin dalla nascita del califfato, avvenuta il 29 giugno 2014. La prima notizia della sua morte presunta risale addirittura al 10 novembre 2014, pochi mesi dopo la proclamazione del califfato. Tuttavia, a luglio 2017, lo Stato Islamico stesso aveva confermato la morte del califfo, secondo quanto riferito dalla televisione privata irachena Al-Sumariya. In tale occasione, l’ISIS avrebbe emesso un breve comunicato, privo di necrologio, confermando la morte del califfo e incitando i propri seguaci a continuare a resistere. L’ISIS avrebbe anche comunicato il nome del successore di Al-Baghdadi. Al-Arabiya riferisce che si tratterebbe di Jalaluddin al-Tunisi, l’attuale leader dell’ISIS in Libia. Proprio il cambio di strategia improvviso e la mancanza di un necrologio, come invece era avvenuto per tutti i leader di spicco dell’ISIS, aveva creato molte perplessità sulla veridicità dell’informazione. Inoltre, la coalizione internazionale, a guida americana, non ha mai confermato ufficialmente la notizia.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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