Yemen: la coalizione araba chiude tutti gli accessi al Paese

Pubblicato il 6 novembre 2017 alle 16:20 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione araba, a guida saudita, ha deciso di chiudere tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran.

La decisione della coalizione è stata presa lunedì 6 novembre 2017, dopo che, il giorno precedente, gli Houthi avevano lanciato un missile balistico contro l’aeroporto internazionale King Khaled, situato nella capitale saudita. Il razzo non ha causato alcun danno, poiché è stato immediatamente dirottato e ridotto in frammenti in una zona disabitata a est di Riad.

In un comunicato ufficiale della coalizione araba, nel quale viene annunciata la decisione, si legge che l’obiettivo della misura sarebbe quello di “riempire i buchi presenti nelle procedure di controllo attuali, che hanno causato il continuo contrabbando di missili e attrezzature militari in favore delle milizie degli Houthi”.

La coalizione ha altresì accusato l’Iran di aver prodotto i missili utilizzati dai ribelli yemeniti e di fornirli agli Houthi “con l’obiettivo di colpire il Regno [dell’Arabia Saudita], il suo popolo e i suoi interessi vitali”. Nel comunicato si legge che “è stato provato il coinvolgimento del regime iraniano nella produzione e nel contrabbando di tali missili”. Infine, la coalizione ha dichiarato: “Il coinvolgimento del regime iraniano nel fornire i missili alle milizie degli Houthi, affiliate al Paese, costituisce una violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”.

Il 14 aprile 2015, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva approvato una risoluzione che imponeva un embargo sulle armi in Yemen per contrastare l’avanzata degli Houthi. Nonostante ciò, l’Iran avrebbe sempre armato i ribelli yemeniti. Fino al marzo 2017, Teheran inviava le armi direttamente in Yemen, oppure attraverso la Somalia. Si trattava di una rotta rischiosa, dal momento che le imbarcazioni iraniane potevano facilmente entrare in contatto con le navi internazionali di pattuglia nel golfo di Oman e nel Mar Arabico. Dal marzo 2017, l’Iran avrebbe cambiato strategia, inviando le armi agli Houthi attraverso una nuova rotta, che passerebbe attraverso le acque internazionali del Golfo, tra il Kuwait e l’Iran.

Da parte sua, l’Iran ha respinto le accuse dell’Arabia Saudita, secondo le quali l’Iran si celerebbe dietro il lancio del missile balistico contro Riad, e ha affermato che l’attacco dei ribelli yemeniti giungerebbe in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen. In un comunicato, emanato lunedì 6 novembre dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi, Teheran ha definito le accuse saudite come “ingiuste, irresponsabili, distruttive e provocatorie”.

La decisione della coalizione araba, a guida saudita, giunge dopo giorni di scontri violenti tra le due parti. Gli ultimi risalgono a sabato 4 e domenica 5 novembre, quando, Sanaa, che si trova sotto il controllo dei ribelli yemeniti, è stata colpita da numerosi raid aerei da parte della coalizione. Nei bombardamenti, sono stati centrati il Ministero della Difesa e una piazza pubblica, teatro di manifestazioni e proteste.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, che ha la propria base nella capitale Sana’a e che si è alleato con il presidente yemenita destituito Ali Abdullah Saleh. Dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, che hanno la propria base ad Aden. Il presidente Rabbo Mansour Hadi è l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Mansour Hadi.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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