Niger autorizza esercito USA ad armare droni per operazioni antiterrorismo

Pubblicato il 6 novembre 2017 alle 9:12 in Africa Niger

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Le autorità del Niger hanno dato il permesso alle forze americane presenti nel Paese di armare i droni che generalmente vengono utilizzati per monitorare i movimenti dei jihadisti locali.

La notizia è stata riportata dal quotidiano Africa News, il quale spiega che il governo nigerino ha dato l’autorizzazione sabato 4 novembre. La decisione è stata resa nota a un mese di distanza dall’imboscata contro un commando misto di soldati nigerini e americani, in cui sono morti 3 ufficiali statunitensi. Il 23 ottobre, si è verificato un secondo attacco, in cui hanno perso la vita altri 4 soldati americani. Ad avviso del Pentagono, i militanti dell’ISIS presenti in Niger hanno compiuto entrambi gli assalti.

Secondo quanto riportato dal ministro della Difesa nigerino, Kalla Moutari, la decisione di armare i droni di sorveglianza è stata presa ancor prima degli attacchi contro i soldati dell’esercito statunitense. “L’iniziativa è stata il frutto di negoziati che erano in corso da molto tempo”, ha precisato Moutari, il quale ha aggiunto che le forze locali stanno avendo a che fare con gruppi di militanti in possesso di artiglieria pesante, motivo per cui i droni armati costituiscono una risposta efficace alla minaccia terroristica.

Sono circa 800 i membri del personale militare americano presenti in Niger. Tra questi vi sono diversi ufficiali delle forze speciali, il corpo diplomatico presente all’ambasciata americana di Niamey e soldati che assistono e conducono la costruzione della base aerea 201 a Agadez. Tuttavia, non tutte le truppe americane presenti sul suolo nigerino sono impegnate in operazioni locali. Una parte del personale militare ha il compito di addestrare i militari nigerini e di assisterli nelle operazioni di ricognizione e sorveglianza, per facilitare il contrasto delle organizzazioni estremiste presenti nella regione; un’altra parte di soldati è impegnata, invece, in missioni congiunte alle forze francesi al di fuori del Niger. Finora, le autorità nigerine avevano vietato agli eserciti francese e americano di utilizzare droni e altre armi per paura delle morti collaterali dei civili.

Tuttavia, gli attacchi del mese scorso in Niger, i più mortali da quando Donald Trump ha iniziato il proprio mandato presidenziale il 20 gennaio 2017, hanno convinto le autorità di Niamey ad autorizzare operazioni armate. Nel contempo, mercoledì primo novembre, il nuovo corpo anti-terrorismo G5 del Sahel ha iniziato a operare in Africa, con il supporto dell’esercito francese, al fine di eliminare la minaccia jihadista dalla regione. Si tratta di un organo composto da 5,000 soldati originari del Niger, Mali, Burkina Faso, Ciad e Mauritania, che era stato creato lo scorso febbraio per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nel Sahel. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la sua formazione nel giugno 2017, senza tuttavia chiarire come verrà risolta la questione del suo finanziamento, che ammonta a 500 milioni di dollari annui. Il 31 ottobre, gli USA hanno annunciato che doneranno 60 milioni di dollari per sostenere le operazioni portate avanti dal G5.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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