Venezuela a rischio default: Maduro chiede aiuto alla Russia

Pubblicato il 5 novembre 2017 alle 6:00 in America Latina Venezuela

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Il Venezuela è a un passo dal default. Il presidente Nicolás Maduro ha annunciato l’intenzione di stanziare $1,1 miliardi di rimborso delle obbligazioni dei prestiti esterni e successivamente occuparsi della ristrutturazione del debito. In questo panorama, la Russia ha offerto una dilazione per la ristrutturazione del debito di $2,84 miliardi.

Secondo i dati della Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi nel 2016 il debito estero totale del Venezuela ha raggiunto i 132,15 miliardi di dollari.

La situazione del debito crescente del Venezuela è peggiorata dalle sanzioni USA, le quali influenzano negativamente il sistema bancario e la possibilità di ristrutturare il debito.

“Il peggioramento della crisi politica in Venezuela è di per se un grosso ostacolo all’attività economica la quale, secondo i pronostici, si ridurrà di più del 10% nel 2017. Come conseguenza si riduce la produzione di petrolio e aumenta l’insicurezza” si sottolinea nell’ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale.

Il 2 novembre Maduro ha anche annunciato un ulteriore aumento dello stipendio di base del 30%.

Come osserva El Nacional, è già il quinto aumento dello stipendio minimo nel paese dall’inizio dell’anno sull sfondo dell’inflazione, della crisi politica e la carenza di beni. Allo stesso tempo, l’importo dei pagamenti mensili per l’acquisto degli alimenti è stato aumentato di quasi il 48% da 189 mila a 279 mila bolivar.

Allo stesso tempo i redditi venezuelani in dollari sono diminuiti significativamente a causa della aumento del dollaro americano sul “mercato nero” delle valute. Al tasso stabilito dallo Stato, 100 bolivar valgono circa 10 dollari, ma sul mercato nero del cambio il tasso supera il livello di 40mila bolivar per dollaro.  

L’aumento degli stipendi e delle pensioni non riesce  a stare dietro all’iperinflazione, ponendo buona parte della popolazione al limite della sopravvivenza.

In primavera, le organizzazioni umanitarie internazionali hanno avvertito che il paese era sull’orlo di una crisi umanitaria. Caracas ha risposto ripetutamente che tali affermazioni vengono fatte dagli oppositori politici del paese, che cercano di esagerare la grandezza del problema.

Tuttavia, la caduta del valore della moneta nazionale ha già costretto le autorità del paese a cambiare il valore nominale delle banconote più grandi. Quindi, a gennaio, le autorità hanno introdotto tre nuove banconote in valore nominale da 500 a 20 mila bolivar. A inizio di novembre, Maduro ha annunciato il rilascio di una nuova banconota da 100mila bolivar. In dollari al tasso del cambio corrente sul “mercato nero” il valore nominale di questa banconota è di 2,5 dollari.

Nel 2016, l’inflazione in Venezuela ha raggiunto il 254,4%, mentre il PIL del paese si è contratto del 16,5%. Nell’anno in corso, l’economia del paese potrebbe ridursi del 12%, nel 2018 del 6%.

La società petrolifera di proprietà statale PDVSA entro la fine dell’anno dovrà pagare circa 1,6 miliardi di dollari per la gestione del debito e il rimborso di pagamenti di interessi differiti, il suo pagamento del debito per le obbligazioni nel 2018 sarà di 9 miliardi di dollari, riporta CNBC.

Il 12 ottobre, PDVSA avrebbe dovuto pagare 81 milioni di dollari delle sue obbligazioni, ma ha usato un ritardo di 30 giorni. Gli investitori ritengono che l’incapacità della società di rimborsare questo debito nel tempo causerà il default.

La Russia ha già offerto aiuto al Venezuela. Il ministro dell’economia, Anton Siluanov, ha recentemente affermato che Mosca è pronta a concedere a Caracas una dilazione per la ristrutturazione del debito di 2,84 miliardi di dollari.

 

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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