Proteste in Eritrea: 28 morti

Pubblicato il 3 novembre 2017 alle 9:28 in Africa Eritrea

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Le forze di sicurezza hanno ucciso 28 persone ad Asmara, capitale dell’Eritrea, nel corso di proteste da parte di attivisti dei diritti umani.

Gli scontri sono stati talmente violenti da aver messo in allerta l’ambasciata americana ad Asmara, il cui personale ha riferito di aver udito spari. Secondo quanto riportato da al-Jazeera in lingua inglese, le proteste sono iniziate martedì 31 ottobre 2017, in seguito all’imposizione da parte del governo di un bando contro il velo in una scuola islamica. La violenza si è concentrata nell’area di Akriya della capitale, dove si trova la Diaa Islamic School. Centinaia di studenti si sono uniti ai manifestanti e le autorità eritree, alla fine degli scontri, hanno effettuato diversi arresti.

L’Eritrea ha ottenuto l’indipendenza dall’Etiopia nel 1993. Ad oggi, il Paese del Corno d’Africa, governato dal presidente Isaias Afwerki da 24 anni, non possiede una propria costituzione. Le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno e, spesso, vengono riportati episodi di detenzioni forzate, abusi contro i prigionieri e torture. I media dell’Eritrea non sono altresì liberi e indipendenti.

Nel giugno 2016, l’ufficiale dell’Onu Sheila B Keetharuth riferì la situazione dei diritti umani nel Paese africno era molto grave, dal momento che i cittadini erano esposti a innumerevoli abusi. Ad avviso degli attivisti, le proteste dei giorni passati hanno aperto “una grande porta”, poiché è possibile che che le persone continueranno a far sentire il proprio dissenso anche in futuro.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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