Sayfullo Saipov: cosa sappiamo finora sull’attentatore di NY

Pubblicato il 2 novembre 2017 alle 6:01 in USA e Canada

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Sayfullo Habibullaevic Saipov è l’attentatore di New York che, il pomeriggio del 31 ottobre 2017, ha ucciso 8 persone e ne ha ferite altre 11.

Intorno alle 15:04 locali, Saipov, alla guida di un furgone bianco, si è schiantato lungo una pista ciclabile, molto affollata, nel quartiere Lower Manhattan di New York, nei pressi di West Street, a pochi isolati dal memoriale dell’11 settembre. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni oculari, dopo il secondo schianto, si sono uditi almeno 15 spari. In base alle prime ricostruzioni, Saipov ha ucciso 2 persone nello scontro a fuoco al grido di “Allah Akbar”, per poi tentare la fuga. E’ stato ferito poco dopo dal fuoco della polizia, che lo ha portato in ospedale, dove è poi stato interrogato dall’FBI.

29 anni, originario di Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, Saipov arrivò negli Stati Uniti nel 2010, stabilendosi in Ohio. Secondo le testimonianze raccolte dal New York Times, l’uomo trascorse i primi mesi negli USA cercando lavoro e tentando di migliorare l’inglese. Le indagini della polizia hanno scoperto che, nel 2011, Saipov aveva registrato la compagnia “Sayf Motors Inc”, mentre nel 2013 aveva fondato la “Bright Auto LLC”, entrambe segnalate come corrieri di moto dal Departmenr of Trasnport. Il 25 marzo 2013, l’uomo sposò una connazionale uzbeka di 19 anni, Nozima Odilova.

Dopo un certo periodo di tempo non ancora chiaro, Saipov si trasferì a Fort Meyers, in Florida, dove iniziò a lavorare come autista. “Quando lo frequentavo era un brav’uomo”, ha riferito un suo conoscente al quotidiano americano, aggiungendo che: “Gli piacevano gli Stati Uniti, sembrava molto fortunato e ogni volta che parlava diceva di stare bene. Non appariva come un terrorista, ma non lo conoscevo nel profondo”.

In seguito all’attacco del 31 ottobre, le prime indagini hanno rivelato che Saipov non era sconosciuto alle autorità federali. Tre ufficiali americani hanno riferito che, dagli archivi, il giovane risulta essere coinvolto in più di un caso, ma non è chiaro se fosse un amico o un parente di qualcuno sotto sorveglianza, o se fosse il soggetto delle indagini. Nel corso dei due anni passati, nell’ambito di ricerche effettuate dall’FBI, dal Department of Homeland Security e dal New York Police Department, sono stati indagati almeno 5 individui originari dell’Uzbekistan, e uno del Kazakistan, tutti accusati di essere in possesso di materiale legato all’ISIS. Alcuni di loro si sono dichiarati colpevoli, ma non è chiaro se Saipov fosse tra i sospettati.

Negli ultimi sei mesi, l’attentatore si era stabilito in New Jersey, a Paterson, dove aveva iniziato a lavorare come autista per la compagnia Uber, la quale ha informato le autorità che l’uomo aveva passato i controlli necessari per ottenere il lavoro.

Dagli interrogatori effettuati dall’FBI nei giorni passati, è emerso che Saipov avrebbe commesso l’atto ispirandosi all’ISIS, anche se non sono stati riscontrati legami diretti con l’organizzazione. All’interno del veicolo utilizzato per commettere l’attentato, è stato rinvenuto materiale propagandistico dello Stato Islamico, insieme ad un foglio con scritte arabe che indicherebbe l’affiliazione di Saipov al gruppo.

Al momento, l’ISIS non ha rivendicato l’attacco. L’FBI sta cercando un secondo sospettato di origini uzbeke legato all’incidente.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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