Egitto: sventato un nuovo tentativo di infiltrazione

Pubblicato il 1 novembre 2017 alle 10:29 in Africa Egitto

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze egiziane hanno sventato un nuovo tentativo di infiltrazione e di contrabbando di armi da parte di terroristi provenienti dalla Libia.

Lunedì 30 ottobre 2017, il portavoce dell’esercito, il colonnello Tamer Al-Rifai, ha dichiarato che le forze dell’aeronautica egiziana hanno sventato il tentativo di infiltrazione di 6 SUV carichi di armi, munizioni e merce di contrabbando all’interno del proprio territorio. Il colonnello ha riferito che i veicoli sono stati distrutti e gli estremisti sono stati uccisi nello scontro.

Le forze dell’aeronautica, in coordinamento con le guardie di frontiera, sono impegnate nel monitoraggio del territorio di confine tra Egitto e Libia, al fine di garantirne la sicurezza e di respingere i tentativi di infiltrazione o di contrabbando.

Precedentemente, il 23 ottobre 2017, le forze egiziane avevano sventato un altro tentativo di infiltrazione nei confini del Paese da parte di estremisti provenienti dalla Libia. In tale occasione, le forze aeree avevano distrutto 8 automobili 4×4 che trasportavano armi e munizioni di contrabbando.

Il 12 ottobre 2017, il presidente egiziano, Abd Al-Fattah Al-Sisi, aveva esteso lo stato di emergenza in Egitto, a causa della situazione di instabilità che il Paese sta vivendo. Nel Sinai del nord è molto attivo un gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico, che si autodefinisce “Stato del Sinai”. Gli scontri tra l’organizzazione e le forze della sicurezza sono molto frequenti. Il 13 ottobre, 6 uomini della sicurezza egiziani sono morti e altri 6 sono rimasti feriti in un attacco nei pressi di un posto di blocco a sud di Al-Arish. Pochi giorni dopo, il 16 ottobre, almeno 24 terroristi e 6 militari egiziani sono morti negli attacchi perpetrati da più di 100 terroristi contro gli avamposti egiziani situati nella città di Sheikh Zuweid.

L’Egitto aveva imposto lo stato di emergenza nell’area settentrionale del Sinai il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme. Il 5 luglio 2017, lo stato di emergenza era stato esteso per un periodo di 3 mesi, dal momento che, secondo il presidente del Parlamento egiziano, Ali Abdel Aal, i motivi per cui era stato imposto continuavano ad essere validi.

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.