Nuovo corpo antiterrorismo per l’Africa: USA stanziano 60 milioni di dollari

Pubblicato il 1 novembre 2017 alle 6:01 in Africa USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno promesso di fornire 60 milioni di dollari a un nuovo corpo antiterrorismo delle Nazioni Unite per il Sahel, formato da truppe provenienti da 5 Paesi africani.

La notizia è stata annunciata dal segretario di Stato, Rex Tillerson, e dall’ambasciatrice statunitense all’Onu, Nikki Reed, in occasione del meeting del Consiglio Nazionale di Sicurezza sull’instabilità delle regioni del Sahara Occidentale e del Nord Africa, lunedì 30 ottobre. “La sconfitta del terrorismo presuppone che le organizzazioni non riescano a trovare rifugi sicuri da dove operare”, ha spiegato Tillerson, aggiungendo che il nuovo corpo aiuterà gli USA a vincere definitivamente la guerra contro il terrore.

La forza antiterrorismo sarà composta da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari del Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger. Tale gruppo era stato creato lo scorso febbraio per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani dal Sahel che, essendo poco controllato, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la sua formazione nel giugno 2017, senza tuttavia chiarire come verrà risolta la questione del suo finanziamento, che ammonta a 500 milioni di dollari annui.

L’Unione Europea ha destinato 58 milioni di dollari, che verranno erogati in occasione di una conferenza di donatori prevista nel mese di dicembre. Come spiega il New York Times, gli USA, che costituiscono il finanziatore maggiore per le operazioni di peacekeeping dell’Onu, avevano l’intenzione di tagliare le spese e di non finanziare le nuove forze africane destinate al Sahel.

La decisione di donare 60 milioni di dollari, tuttavia, è stata annunciata a poca distanza dalle imboscate contro i soldati americani in Niger, avvenute il 4 e il 23 ottobre, nei pressi dei confini con il Mali, in cui sono morti complessivamente 7 ufficiali statunitensi. Il Pentagono sospetta che il secondo attacco sia stato commesso dai militanti affiliati allo Stato Islamico.

La mossa americana è altresì in linea con l’obiettivo di Donald Trump di sconfiggere la minaccia terroristica in tutto il mondo. A tal fine, il 21 agosto 2017, Trump ha annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan e Pakistan per eliminare definitivamente i gruppi armati dalla regione asiatica Dal 23 al 28 ottobre, Trump ha inviato Nikky Reed in visita ufficiale in Etiopia, Sud Sudan e Congo, per aiutare la loro stabilizzazione. L’ambasciatrice ha spiegato alla CNN: “In tutto il mondo, abbiamo visto che situazioni disperate possono condurre a risultati pericolosi. Per questo motivo Trump mi ha chiesto di recarmi nei tre Paesi africani, in modo da comprendere cosa possiamo fare per migliorare la loro condizione”. In particolare, gli USA temono che i conflitti irrisolti possano creare terreno fertile per i gruppi terroristici.

Alla luce di tale constatazione, senza dubbio, il nuovo organo antiterrorismo dell’Onu contribuirà ad aumentare gli sforzi nella lotta contro il terrorismo in Africa.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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