Pakistana aggredita a causa della sua omosessualità si rifugia in Regno Unito

Pubblicato il 30 ottobre 2017 alle 13:01 in Asia Pakistan

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Zayna, 40enne musulmana trasferitasi dal Pakistan in Regno Unito, il 29 ottobre 2017, raccontando la sua storia, ha rivelato di essere stata picchiata, umiliata e minacciata, ma di essersi sempre rifiutata di negare la sua omosessualità e la sua vera identità. Mentre studiava per il dottorato è stata allontanata dall’università perché gli altri studenti la ritenevano “pericolosa”. La donna afferma di continuare ad essere musulmana, nonostante tutto, poiché per lei religione che identità sessuale sono molto importanti. Zayna oggi vive a Longsight, Manchester, e ha parlato a sostegno di altri musulmani LGBT. Ha detto: “Sono nata musulmana e voglio morire musulmana. Perché vogliono uccidermi allora? Solo perché sono lesbica? Sono una persona forte e coraggiosa, ma tante persone non hanno il mio stesso coraggio. Ho capito che dovevo fare coming out e raccontare a tutti la mia storia”.

Zayna è cresciuta a Karachi, in Pakistan, ed è figlia di genitori musulmani conservatori. Descrive se stessa come un maschiaccio e rivela di avere capito di essere gay all’età di 13 anni. Aggiunge: “È stata molto dura. Tutti mi dicevano che se ero lesbica non potevo essere mussulmana”. La pakistana ritiene che i passaggi del Corano sull’omosessualità siano stati erroneamente interpretati da alcuni musulmani. La donna è stata aggredita la prima volta dal padre quando ha scoperto che la figlia aveva trascorso del tempo con un’altra ragazza. Il padre l’ha picchiata e stava per ucciderla. “Mi ha detto che non dovevo più farlo. È stata la prima volta che mi sono sentita in pericolo in casa mia. Ancora oggi ho un dolore terribile alla schiena e non cammino correttamente”. Mentre insegnava in una Scuola Islamica, Zayna ha iniziato una relazione con un’altra insegnante, ma le due donne sono stati scoperte dai colleghi. Sono state invitate a lasciare immediatamente il lavoro o sarebbero state denunciate alla polizia come prostitute.

L’omosessualità è vietata in Pakistan e la legge del paese prevede sanzioni penali, come multe o il carcere, per atti sessuali con persone dello stesso sesso.

Zayna si è trasferita nel Regno Unito dove ha iniziato un master e ha così potuto abbracciare la cultura gay inglese, unendosi a LGBT International e a un gruppo LGBT di Birmingham, Finding A Voice. Da allora ha potuto avere liberamente diversi rapporti omosessuali e non si sente più in pericolo.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Lucia Mecocci

di Redazione

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