Marocco: da Paese di transito a Paese di destinazione

Pubblicato il 30 ottobre 2017 alle 11:07 in Immigrazione Marocco

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Il Marocco, oltre a essere un Paese di transito per i migranti che si imbarcano alla volta dell’Europa, si sta progressivamente trasformando in un Paese di destinazione. 

È quanto riferito dalla UN Refugee Agency, la quale spiega che le autorità di Rabat, negli ultimi anni, hanno compiuto importanti progressi nella protezione dei rifugiati presenti nel territorio nazionale. Grazie all’entrata in vigore, nel settembre 2013, della National Policy on Immigration and Asylum (NPIA), il Marocco ha adottato una legislazione molto efficiente dedicata ai migranti e ai rifugiati.

Rispetto agli altri Paesi nordafricani, Rabat ha subito meno gli effetti della crisi economica del 2008. Ne è conseguito che, ad oggi, il Marocco possiede uno dei PIL più alti della regione e attrae un numero sempre crescente di migranti irregolari dall’area sub-sahariana. La maggioranza di questi, vittime dei trafficanti di esseri umani, entra in Marocco nel tentativo di raggiungere le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla, per poi imbarcarsi alla volta della Spagna e dell’Europa. Queste due enclavi sono circondate da imponenti mura di ferro per impedire l’infiltrazione di migranti illegali in territorio spagnolo e per far sì che solo un numero ristretto di richiedenti asilo riesca a raggiungere la Spagna. La fortezza, munita di torri di avvistamento, filo spinato, lame di metallo, telecamere e rilevatori di diverso tipo, è altresì controllata su entrambi i lati dai soldati della Guardia Civil, corpo di sicurezza spagnolo, e dalla polizia marocchina. È significativo il fatto che la Spagna stia accogliendo un numero molto ristretto di migranti, pur essendo uno dei Paesi di primo approdo, soprattutto per coloro che salpano dalle coste marocchine. Non a caso, dal primo gennaio al 25 ottobre 2017, le autorità di Madrid hanno accolto 14,042 migranti, una cifra nettamente inferiore rispetto ai 111,240 individui giunti in Italia nello stesso periodo. 

L’assistente dell’Alto Commissario della UN Refugee Agency per la Protezione, Volker Turk, in occasione della propria visita ufficiale in Marocco, il 22 ottobre scorso, ha riferito che l’organizzazione umanitaria mira a collaborare a stretto contatto con le autorità marocchine, al fine di migliorare ulteriormente le condizioni dei rifugiati. “Con un tasso di disoccupazione pari al 9%, la società marocchina vuole creare nuovi posti di lavoro. I rifugiati possono portare un contributo significativo al mercato del lavoro, dando vita a piccole imprese che includano lavoratori locali. È necessario investire, a volte con l’aiuto di investitori stranieri, per creare lavoro sia per i cittadini, sia per i rifugiati”, ha spiegato Turk.

Il funzionario della UN refugee Agency ha altresì presentato il Global Compact on Refugees 2018, un’iniziativa lanciata dalle Nazioni Unite per assistere i Paesi maggiormente coinvolti nella ricezione dei migranti, che si articola in quattro punti fondamentali. Il primo riguarda il sostegno agli Stati impegnati nella gestione e nella protezione dei rifugiati; il secondo prevede l’introduzione di un sistema che permetta ai rifugiati di diventare autosufficienti; il terzo riguarda l’espansione dell’accesso al ricollocamento in Paesi terzi; il quarto infine, prevede lo sviluppo di vie complementari per migliorare le condizioni dei rifugiati e per facilitare il loro ritorno volontario nei propri Paesi di origine.

Nel corso del proprio viaggio a Rabat, Turk ha visitato un ristorante siriano aperto nel 2015 da Ahmad, un rifugiato, con il supporto della UN Refugee Agency e della Maroccan Association for the Promotionj of Small Enterprises (AMAPPE). Ad oggi, l’attività di Ahmad dà lavoro ai cittadini marocchini. Secondo quanto riferito dal rifugiato, “assumere cittadini marocchini è un modo per sdebitarsi col Marocco per aver accolto lui e la sua famiglia”.

La visita di Turk a Rabat è coincisa con il quarto anniversario della National Policy on Immigration and Asylum.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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