L’Iran continuerà il programma sul nucleare

Pubblicato il 30 ottobre 2017 alle 6:09 in Iran Medio Oriente

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha annunciato che Teheran continuerà a produrre missili per scopi difensivi. Secondo il quotidiano Reuters, si tratterebbe del primo discorso del presidente iraniano in merito alla questione della decisione degli Stati Uniti di de-certificare l’accordo sul nucleare.

Domenica 20 ottobre 2017, in occasione del proprio discorso al Parlamento, Rouhani ha dichiarato che la produzione di missili per scopi difensivi non sarebbe in contrasto con il diritto internazionale, né costituirebbe una violazione degli accordi internazionali e ha aggiunto che “l’Iran produrrà qualsiasi arma di qualsiasi tipo abbia bisogno, la terrà come scorta e la userà ogni volta che ne avrà bisogno per proteggersi”. In merito alla questione, già il 29 luglio 2017, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, aveva precisato che, secondo l’accordo sul nucleare, l’Iran sarebbe tenuto soltanto a non fabbricare o testare missili con testate nucleari sottolineando che i test di missili senza testate nucleari non violano l’accordo.

Rouhani ha altresì dichiarato: “Abbiamo prodotto, produciamo e continueremo a produrre i missili. Ciò non viola nessun accordo internazionale né la risoluzione delle Nazioni Uniti, n.2231. Continueremo a potenziare le nostre capacità difensive e a difendere la nostra sicurezza nazionale”.

La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, n. 2231 del 20 luglio 2015, approvava l’adozione dell’accordo sul nucleare, chiamato Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), raggiunto il 14 giugno 2015 tra l’Iran e i membri del gruppo 5+1 ovvero USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania. Il patto imponeva all’Iran una limitazione del programma nucleare in cambio dell’alleggerimento delle sanzioni internazionali nei settori finanziario e del petrolio.

Nel suo discorso al Parlamento, il presidente iraniano fa riferimento alla posizione degli Stati Uniti in merito all’accordo, dal momento che, venerdì 13 ottobre, l’amministrazione Trump aveva de-certificato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). Precedentemente, il 18 luglio 2017, a poco più di due anni dalla firma dell’accordo, l’amministrazione Trump aveva accusato Teheran di aver violato lo “spirito” del patto, pur avendone rispettato le condizioni. In tale occasione, la Casa Bianca si era detta preoccupata per “le attività nocive dell’Iran in Medio Oriente”, facendo riferimento, in particolare, al programma di missili balistici. Il 26 ottobre 2017, inoltre, la Camera dei rappresentanti americana aveva votato all’unanimità l’adozione di nuove sanzioni sul programma di missili balistici iraniano.

Il discorso del presidente iraniano giunge poco prima dell’incontro con Yukiya Amano, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), responsabile del monitoraggio dell’accordo sul nucleare del 2015, alla presenza del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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