Due funzionari della campagna elettorale di Trump accusati cospirazione contro gli USA

Pubblicato il 30 ottobre 2017 alle 17:43 in USA e Canada

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Due ex ufficiali della campagna elettorale di Donald Trump, Paul Manafort e Rick Gates, si sono presentati al consiglio speciale del Dipartimento di Giustizia dedicato al caso Russiagate, presieduto da Robert Muelle.

La CNN riporta che, secondo una fonte, Gates e Manafort erano stati entrambi accusati venerdì 27 ottobre, quando il gran giurì federale per le indagini sull’ingerenza russa nelle elezioni presidenziali americane si è riunito a Washington. L’accusa contro i due funzionari si articola in 12 punti, tra cui la cospirazione contro gli Stati Uniti, la cospirazione per il riciclaggio di denaro, il rilascio di false dichiarazioni e la mancata registrazione di un agente straniero. Sembra che i due funzionari, tra il 2006 e il 2016, abbiano guadagnato decine di milioni di dollari da affari con partiti politici e leader ucraini, riciclando il denaro e attraverso gli Stati Uniti e altri enti stranieri per nascondere le tracce.

Al momento, non vi sono legami diretti con la questione del Russiagatem ma è possibile che Mueller aggiunga nuove accuse.

Il 9 dicembre 2016, a un mese di distanza dalla vittoria di Donald Trump, le agenzie di intelligence americane avevano reso noto che la Russia era intervenuta nella campagna presidenziale, attraverso attività di hackeraggio, per danneggiare la candidata democratica, Hillary Clinton, e favorire Trump. Il leader americano, insieme al suo team di consiglieri più stretti, hanno sempre negato qualsiasi tipo di contatto con ufficiali del governo russo. Dall’altra parte, anche il Cremlino ha negato il proprio coinvolgimento. In seguito al licenziamento dell’allora direttore dell’FBI, James Comey, il 9 maggio 2017, Mueller ha preso le redini dell’indagine per indagare su “ogni questione che sia scaturita o che potrebbe scaturire direttamente dall’investigazione”.

Venerdì 27 ottobre, un gran giurì federale ha approvato i primi capi d’accusa dell’inchiesta, che si è focalizzata sia sulla presunta ingerenza russa nella campagna presidenziale di Trump, sia sulla presunta ostruzione della giustizia compiuta dal presidente americano, che avrebbe tentato di impedire lo svolgimento della stessa indagine.

La confessione di Manafort e Gates potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase nelle indagini di Mueller, anche se, secondo quanto riferito da un funzionario della Casa Bianca, “l’amministrazione Trump non ha niente a che vedere con gli affari dei due funzionari”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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