La Germania e il terrorismo

Pubblicato il 29 ottobre 2017 alle 6:01 in Approfondimenti Germania

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nei primi 9 mesi del 2017, la Germania non ha subito alcun attentato terroristico di matrice islamista.

Il 2016, si è concluso con la strage di Berlino, avvenuta il 19 dicembre per mano del terrorista tunisino Anis Amri che, a bordo di un camion, ha falciato la folla ai mercatini di Natale presso il Kaiser Wihelm Memorial Church, causando la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48. Dopo essere riuscito a fuggire, Amri è stato ucciso presso il comune di Sesto San Giovanni, nel milanese, verso le 3 del mattino del 23 dicembre. Amri era già noto sia alle autorità italiane, sia alle autorità tedesche. Dopo essere giunto a Lampedusa a bordo di un barcone di migranti, l’11 aprile 2011, il giovane tunisino era stato condannato a 4 anni di carcere per aver dato fuoco a un centro di accoglienza.  Le autorità italiane avevano emesso un provvedimento di espulsione che non venne mai attuato per via di un ritardo di scambi di documenti da parte della Tunisia. Nonostante fosse stato segnalato alla polizia europea, Amri si stabilì a Berlino nel febbraio 2016, dove iniziò a spacciare cocaina nel quartiere di Kreuzberg, facendosi notare anche dalle autorità tedesche. Nel giugno 2016, la Germania emise un provvedimento di espulsione che, ancora una volta, non fu mai eseguito giacché Armi, non essendo in possesso di un documento valido, non poté essere rimpatriato. Una volta rese note tali dinamiche, si è scatenata una polemica contro i servizi di sicurezza tedeschi, accusati di incompetenza per aver permesso al sospettato terrorista di circolare liberamente nel Paese e di attraversare le frontiere. Berlino ha smentito le indiscrezioni affermando che le autorità non hanno compiuto errori nelle indagini su Amri, il quale, a loro avviso, è sempre stato tenuto sotto controllo, poiché sospettato di attività terroristica.

Secondo quanto riportato dal Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, le forze di sicurezza tedesche indagano regolarmente sui sospettati di terrorismo, effettuando arresti sistematici. La Germania è uno dei Paesi europei ad aver prodotto il maggior numero di foreign fighters che, dal 2012, sono stati circa 880. La maggior parte dei cittadini tedeschi partiti per la Siria e l’Iraq dovrebbe essersi unita all’ISIS e ad altri gruppi estremisti locali. Secondo ufficiali dell’esercito tedesco, almeno 140 foreign fighter dovrebbero essere deceduti, mentre 1/3 dovrebbe essere rientrato in Germania. Al fine di limitare la minaccia terroristica all’interno del proprio territorio nazionale, gli agenti tedeschi hanno condotto indagini approfondite sui cittadini che sono rientrati in patria dal Medio Oriente. Il 21 novembre 2017, sono stati arrestati 6 sospettati legati allo Stato Islamico nel corso di operazioni antiterrorismo effettuate in tutto il Paese. Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Deutsche Welle, sarebbero stati alcuni rifugiati a informare le forze di sicurezza. Gli incarcerati, tutti rifugiati siriani di età compresa tra i 20 e i 28 anni, si trovano ora sotto custodia e sono accusati di aver pianificato un attacco terroristico. Non è la prima volta che la polizia tedesca arresta stranieri affiliati all’ISIS intenzionati a colpire il Paese. Alla fine del mese di ottobre, gli agenti di sciurezza ha arrestato un siriano sospettato di preparare un’azione terroristica. Reuters riferisce che 4 dei sospettati erano giunti in Germania nel dicembre 2014, mentre gli altri 2 sono arrivati nel 2016. Tutti avevano fatto richiesta di asilo.

Nel corso del 2016, oltre alla strage di Berlino, si sono verificati altri incidenti terroristici minori:

  • Il 26 febbraio, presso Hannover, un’adolescente tedesca di origini marocchine ha pugnalato un poliziotto tedesco al collo. Secondo quanto riferito dalle autorità, il suo gesto era stato ispirato dall’ISIS. La ragazza è stata condannata a 6 anni di prigione;
  • Il 16 aprile, un giovane tedesco ha fatto esplodere un ordigno presso il Sikh Temple a Essen, ferendo 3 persone che stavano partecipando a un matrimonio. La polizia ha accusato il ragazzo di omicidio, insieme ad altri 2 complici, rivelando che i tre avevano legami con l’estremismo islamico;
  • Il 18 luglio, un rifugiato afghano 17enne ha attaccato un passeggero su un treno in Bavaria, ferendolo con un coltello e gridando “Allahu Akbar”. Altre 5 persone sono rimaste ferite nella colluttazione con il ragazzo, che è stato poi ucciso dal fuoco della polizia. Le autorità bavaresi hanno reso noto che l’attentatore era giunto in Germania da solo nel 2014. L’ISIS ha rivendicato l’incidente;
  • Il 24 luglio, un richiedente asilo siriano di 27 anni ha ferito 12 persone, di cui 3 gravemente, ad Ansbach, nel tentativo di commettere un attentato suicida. L’assalitore aveva tentato di introdursi presso un festival musicale con uno zaino colmo di esplosivo, ma gli era stato negato l’accesso.

La legislazione tedesca in materia di terrorismo prevede la condanna per gli individui affiliati a organizzazioni terroristiche locali o straniere. Il codice penale, in particolare, proibisce una serie di azioni legate al terrorismo, tra cui il tentativo di raggiungere un Paese estero per unirsi a un’organizzazione estremista, l’acquisto di armi con l’intento di commettere attentati e il finanziamento dei gruppi terroristici. Il 29 luglio 2016, la Germania ha adottato un’ulteriore legislazione dedicata al terrorismo, chiamata “Improving Information Exchange to Combat International Terrorism”, la quale autorizza la polizia federale a utilizzare agenti sotto copertura, a migliorare lo scambio di dati e informazioni con i servizi di intelligence stranieri, a stabilire database congiunti con partner stranieri e a migliorare il controllo delle comunicazioni. La Germania non registra i movimenti degli individui che escono e entrano nel territorio, ma monitora i cittadini non europei che arrivano negli aeroporti nazionali. Inoltre, Berlino non effettua screening biometrici, ma raccoglie le impronte digitali dei cittadini in possesso di visti dell’area Schengen. Tutti i passaporti degli altri viaggiatori vengono confrontati manualmente con il database dell’Interpol.

Nel corso del 2016, la Germania ha effettuato numerosi arresti per terrorismo. Il Ministero Federale di giustizia ha stimato che sono stati circa 500 i casi di sospettati estremisti. Tra questi si ricorda:

  • Il 5 luglio, è stato emesso un mandato di arresto nei confronti di un 20enne algerino sospettato di essere un membro dell’ISIS legato a Abdelhamid Abaaoud, il quale aveva architettato gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi.
  • Il 13 settembre, più di 200 agenti federali hanno perquisito le abitazioni di tre siriani entrati in Germania nel novembre 2015, con l’intenzione di commettere attacchi dettati dall’ISIS. I sospettati sono stati arrestati;
  • Il 1° ottobre, la polizia federale ha arrestato un richiedente asilo siriano in possesso di una grande quantità di materiale esplosivo simile a quello utilizzato negli attacchi di Parigi e Bruxelles del 2015.

In materia di contrasto al finanziamento del terrorismo, la Germania fa parte del Financial Action Task Force (FATF) e ricopre il ruolo di osservatore in diversi altri organi regionali. L’unità di intelligence finanziaria tedesca è un membro dell’Edgom Group of Financial Intelligence Units. Nel 2015, le istituzioni tedesche hanno registrato 29,108 transazioni sospette, di cui 615 legate al terrorismo, riscontrando un aumento rispetto alle 323 stimate nel 2014.

Per quanto riguarda la lotta all’estremismo violento, la Germania ha messo in atto numerosi programmi, sia a livello statale, sia a livello federale. Il 13 luglio 2016, il Ministero dell’Interno federale ha presentato la prima strategia integrale per contrastare la diffusione dell’estremismo violento, la quale mira a mettere in atto anche una coordinazione più efficace tra i 700 programmi e organizzazioni che ricevono fondi federali. Il Ministero dell’Interno federale ha altresì portato avanti l’assistenza ai centri dedicati alla lotta e alla prevenzione della radicalizzazione, istituiti nel gennaio 2012.

Infine, nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, la Germania fa parte della coalizione internazionale a guida americana che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq dal dicembre 2015, all’interno della quale non conduce direttamente raid aerei, ma fornisce armi e altro supporto materiale. Il 18 ottobre 2017, la Germania ha sospeso l’addestramento dei Peshmerga curdi nel nord dell’Iraq, per via delle crescenti tensioni a Kirkuk, causate dal referendum per l’indipendenza del Kurdistan dal Paese mediorientale. Berlino assisteva i combattenti curdi dal 2015, attraverso l’invio di circa 150 soldati tedeschi a Erbil, capitale del Governo della Regione del Kurdistan (KRG).

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.