Egitto: fino a 5 anni di reclusione per gli omosessuali

Pubblicato il 29 ottobre 2017 alle 6:08 in Africa Egitto

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Un deputato egiziano, Riyad Abdel Sattar, ha presentato un progetto di legge che prevede l’estensione del periodo di prigionia per gli omosessuali e i loro “sostenitori”, nel contesto di un giro di vite del governo sull’omosessualità.

Secondo la bozza, presentata al portavoce del parlamento mercoledì 25 ottobre 2017, gli omosessuali dovrebbero essere condannati a un periodo di detenzione che può durare fino a 5 anni, mentre coloro che li difendono alla stessa pena, ma per un massimo di 3 anni. In questo senso, “qualsiasi persona che ha a che fare con l’omosessualità, in luogo pubblico o privato, dovrebbe essere sottoposta ad azioni punitive che dovrebbero consistere in un periodo di detenzione non inferiore a un anno e non superiore a tre anni”.

Nel testo si legge anche che “in caso gli omosessuali che sono già stati sottoposti alla pena, dopo essere stati liberati, abbiamo di nuovo rapporti sessuali, la loro pena dovrebbe consistere in un periodo di detenzione di 5 anni”. Inoltre, le persone colpevoli di “esortare ad accettare l’omosessualità” e i giornalisti che coprono “gli eventi gay” potrebbero essere imprigionati per un periodo di 3 anni, anche se non sono omosessuali.

Tale progetto di legge è stato elaborato dopo che, il 22 settembre 2017, durante un concerto che si è tenuto al Cairo, il gruppo libanese Mashrou’ Leila aveva sventolato la bandiera arcobaleno, simbolo dei diritti degli omosessuali. In seguito all’evento, 70 persone erano state arrestate e più di 20 erano state condannate a una pena di detenzione, per un periodo compreso tra sei mesi e sei anni, a seconda del caso.

L’omosessualità non è illegale in Egitto, ma le discriminazioni sono all’ordine del giorno. Gli omosessuali vengono spesso arrestati e accusati di dissolutezza, immoralità e blasfemia.

In merito all’inasprimento delle sanzioni, le organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno espresso la loro contrarietà alla mossa dell’Egitto. La direttrice di Human Rights Watch per il Medio Oriente e il nord Africa, Sarah Leah Whitson, in particolare, ha dichiarato: “L’Egitto dovrebbe immediatamente sospendere questo feroce giro di vite su un gruppo vulnerabile, soltanto perché ha una bandiera” e ha aggiunto: “La repressione non cambierà gli omosessuali, continuerà soltanto la paura e l’abuso”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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