Cina: no a Tsai Ingwen negli Usa

Pubblicato il 29 ottobre 2017 alle 6:07 in Asia Taiwan

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La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di non permettere alla presidente di Taiwan, Tsai Ingwen, di passare per gli Stati Uniti durante la sua visita ufficiale agli alleati dell’isola nel Pacifico.

Tsai Ingwen, la presidente di Taiwan, ha lasciato l’isola, sabato 28 ottobre per svolgere una settimana di visita ufficiale ai suoi alleati diplomatici nel Pacifico: le isole Tuvalu, Solomon e Marshall, transitando per Honolulu e Guam. La Cina, con le parole del portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha chiesto apertamente agli Stati Uniti di non permettere alla leader di Taiwan di passare per il loro territorio nazionale. La ragione di una tale richiesta è di tipo politico-strategico.

Sebbene l’isola di Taiwan goda di un governo autonomo democraticamente eletto, di cui Tsai Ingwen è la presidente, essa viene considerata da Pechino come una regione amministrativa speciale, come Hong Kong e Macao. La Cina chiede esplicitamente a tutti i paesi con cui instaura rapporti diplomatici di rinunciare a qualsiasi riconoscimento formale nei confronti di Taiwan nel rispetto del principio noto come “una Sola Cina”. Tale principio stabilisce che esiste una sola Cina di cui Taiwan è parte e che l’unico suo governo legittimo è quello di Pechino.

Il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, ha chiesto agli Stati Uniti di rispettare il principio “una Sola Cina” e di non permettere a Tsai Ingwen di passare per gli Usa per non creare false aspettative nei rapporti tra Stati Uniti e Taiwan.

Tsai Ingwen irritò la Cina, lo scorso dicembre, con una telefonata al neo-eletto Donald Trump per congratularsi e il presidente Trump aveva contribuito a creare tensione con Pechino affermando che il rispetto del principio “una Sola Cina” non era cosa scontata. Nel mese di gennaio 2017, Tsai Ingwen ha effettuato una prima visita ufficiale in America Latina e ha fatto scalo a Houston e San Francisco. Nei mesi successivi, i rapporti tra Trump e la Cina sono migliorati grazie al dialogo diretto tra quest’ultimo e il presidente della Cina, Xi Jinping.

Al momento, Donald Trump e gli Stati Uniti non hanno alcuna ragione per irritare la Cina permettendo a Tsai Ingwen di sostare negli Usa, alla vigilia della visita presidenziale di Trump in Asia. Washington, nel rispetto del principio “una Sola Cina” non ha legami formali con Taiwan, ma fornisce all’isola ingenti risorse per la difesa e armamenti, oltre ad ampio sostegno all’economia.

Tsai Ingwen è la prima presidente donna dell’isola di Taiwan ed è la rappresentante del Partito Democratico favorevole a una maggiore autonomia dalla Cina. Da quando è entrata in carica, nel 2016, Tsai ha affermato di voler mantenere la pace con la Cina, ma di essere risoluta nella difesa della sicurezza e della democrazia della sua isola. Pechino, d’altrocanto, ha sospeso il meccanismo di dialogo regolare con il governo di Taiwan creato durante l’amministrazione del predecessore di Tsai, Ma Yingjiu, sostenitore di una linea più morbida nei rapporti con Pechino.

La Cina, durante il 2017, ha spinto due paesi a instaurare rapporti diplomatici ufficiali con lei e a rinunciare a quelli già in essere con Taiwan in cambio di maggiore sostegno economico e investimenti. I due paesi in questione sono Panama e Sao Tomè, con la loro uscita dall’elenco, il numero delle nazioni che godono di relazioni diplomatiche con Taiwan è sceso a 20. Si tratta di tutti paesi medio-piccoli dell’America Latina, dell’Africa e del Pacifico.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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