Siria: 350 mila civili sotto assedio

Pubblicato il 28 ottobre 2017 alle 7:17 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime siriano di Bashar Al-Assad hanno posto sotto assedio la regione del Ghouta, costringendo almeno 350 mila civili a morire a causa della mancanza di cibo. L’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra’ad Al-Hussein, ha definito la situazione umanitaria dell’area “un oltraggio”.

Venerdì 27 ottobre 2017, le Nazioni Unite hanno denunciato la presenza di almeno 350 000 civili nella regione del Ghouta, nella campagna orientale di Damasco, bloccati a causa dell’assedio delle forze del regime e costretti a lottare per sopravvivere alla mancanza di cibo. Tra queste persone, più di 1 100 bambini soffrono di gravi forme di malnutrizione e altre centinaia sono ad alto rischio, stando ai dati dell’UNICEF.

La regione, che rappresenta una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana, è stata posta sotto assedio dalle forze del regime nel dicembre 2012. Negli ultimi mesi le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, numerosi gruppi armati che controllano il territorio hanno reso difficoltoso il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Tutto ciò ha causato la morte di un ingente numero di civili, tra i quali numerosi bambini.

L’area è entrata a far parte delle zone cuscinetto siriane in seguito al quinto round dei negoziati di Astana, tenutosi nella capitale del Kazakistan il 10 luglio 2017. Precedentemente, il 3 maggio 2017, durante la quarta sessione dei negoziati, Russia, Iran e Turchia avevano raggiunto un accordo in merito alla creazione di quattro zone cuscinetto in Siria, con l’obiettivo di ridurre le tensioni tra le forze del regime e quelle dell’opposizione.

In merito alla situazione, l’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato: “Ricordo a tutte le parti che affamare intenzionalmente i civili come metodo di guerriglia costituisce una chiara violazione del diritto internazionale umanitario e può costituire un crimine contro l’umanità e/o un crimine di guerra”.

Le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite hanno altresì stilato una lista che comprende alcune centinaia di civili che necessitano di cure mediche, ma queste sono impossibilitate ad andarsene, dal momento che il regime siriano ha imposto severe restrizioni che non consentono alle persone di abbandonare il territorio.

Nel maggio 2017, le forze del regime avevano preso il controllo di alcuni quartieri dell’area, distruggendo i tunnel utilizzati per il rifornimento di cibo. Ciò ha causato un aumento del prezzo dei beni alimentari. L’ultimo convoglio delle Nazioni Unite è riuscito a raggiungere l’area il 23 settembre 2017, portando aiuti a circa 25 000 persone. Più recentemente, nel mese di ottobre, il principale checkpoint del Ghouta è stato chiuso e sono state imposte ingenti tasse sui commercianti. Il 26 ottobre 2017, un raid delle forze del regime ha colpito un centro per la distribuzione di risorse umanitarie, nella città di Duma, nella campagna di Damasco, uccidendo cinque civili, tra cui un bambino, e ferendone altri 15.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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