Russiagate: presentate le prime accuse nell’indagine di Mueller

Pubblicato il 28 ottobre 2017 alle 10:44 in USA e Canada

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Un gran giurì federale si è riunito a Washington e ha approvato i primi capi d’accusa nell’inchiesta sull’interferenza russa durante le presidenziali americane, condotta dal procuratore speciale Robert Mueller.

I capi d’accusa restano ancora segreti per ordine del giudice federale, ma le fonti affermano che venerdì 27 ottobre sarebbero stati decisi i nomi di tutti gli imputati che saranno messi in custodia preventiva al più presto nella giornata di lunedì 30 ottobre. Interrogato sull’argomento, un portavoce dell’ufficio del consiglio speciale si è rifiutato di commentare. Robert Mueller è stato nominato a maggio per condurre l’inchiesta sulle presunte interferenze russe nelle elezioni americane del 2016.

Nel rispetto delle norme che regolano le inchieste del consiglio speciale, il procuratore generale aggiunto Rod Rosenstein, che ha sovrinteso al caso, sarebbe stato messo al corrente di ogni capo d’imputazione prima che tali accuse fossero sollevate davanti al gran giurì per l’approvazione. Venerdì 27 ottobre i migliori avvocati che stanno collaborando nell’indagine di Mueller – tra i quali l’esperto pubblico ministero Andrew Weissmann – sono stati visti entrare nell’aula di tribunale della corte federale di Washington DC, dove il gran giurì si è riunito per ascoltare le testimonianze addotte circa il presunto ruolo russo nell’intera vicenda.

Nonostante i giornalisti sul posto abbiano riscontrato, nella giornata di venerdì, un enorme via vai nella sede del tribunale, non è stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale. Poco dopo il repentino licenziamento dell’allora direttore dell’FBI James Comey per opera dal presidente Trump, Rosenstein ha nominato Mueller procuratore speciale. Mueller ha preso le redini dell’indagine federale aperta da Comey a luglio 2016 nel bel mezzo della campagna presidenziale. Il procuratore è autorizzato a indagare su “ogni questione che sia scaturita o che potrebbe scaturire direttamente dall’investigazione”, stando alle istruzioni di Rosenstein.

L’inchiesta del consiglio speciale si è focalizzata tanto sulla presunta ingerenza russa nella campagna presidenziale di Trump quanto sulla presunta ostruzione della giustizia compiuta dal presidente americano, che avrebbe tentato di impedire lo svolgimento della stessa indagine.

La CNN ha riferito che ad essere sotto indagine è anche l’operato di Trump e i legami finanziari dei suoi collaboratori con la Russia. L’équipe di Mueller ha anche esaminato l’attività di lobby estere condotta dall’ex presidente della campagna Trump, Paul Manafort, dall’ex consigliere nazionale sulla sicurezza Michael Flynn, e altri. Il team del procuratore speciale ha notificato un mandato di comparizione per discutere documenti e testimonianze a un discreto numero di personaggi implicati, tra cui alcuni dell’entourage di Manafort, e altri implicati nell’incontro tra i russi e i funzionari della campagna presidenziale alla Trump Tower.

L’anno scorso l’indagine condotta da Comey aveva ricevuto l’approvazione dal tribunale segreto che supervisiona il ‘Foreign Intelligence Surveillance Act’ a controllare le comunicazioni di Manafort e quelle dell’ex consigliere della campagna presidenziale di Trump, Carter Page, come diretta conseguenza dell’indagine sulla presunta ingerenza russa nelle presidenziali statunitensi. Parallelamente all’inchiesta di Mueller, tre commissioni del Congresso degli Stati Uniti stanno effettuando ulteriori indagini per far luce sulla vicenda.

I gran giurì, dall’inglese grand jury, sono organi previsti nei Paesi che, come gli Stati Uniti, si avvalgono di una giuria anche nei processi.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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