Grecia: arrestato presunto autore dell’attentato che ferì ex premier

Pubblicato il 28 ottobre 2017 alle 22:00 in Europa Grecia

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L’ex primo ministro greco Lucas Papademos il 25 maggio 2017 è stato gravemente ferito dall’esplosione di una lettera-bomba. L’inchiesta sull’incidente ha dimostrato che dietro l’attentato ci sarebbe un gruppo anarchico radicale greco.

La Polizia di Atene ha arrestato sabato 28 ottobre 2017 il sospetto autore dell’attentato con autobomba che il 25 maggio 2017 aveva ferito gravemente il 70enne Lukas Papademos, ex primo ministro greco e ex vicegovernatore della Banca centrale europea. Papademos aveva ricoperto la carica di premier per sei mesi, dall’11 novembre 2011 al 16 maggio 2012. A seguito dell’attentato il primo ministro aveva riportato ferite al torace e ad una gamba che lo avevano costretto al ricovero in ospedale per più di un mese.

L’uomo arrestato, 29enne e il cui nome non è stato ancora reso noto dalle autorità, sarebbe collegato al gruppo terrorista la Cospirazione delle Cellule di Fuoco (CCF), noto anche come Cospirazione dei Nuclei di Fuoco.

Gli agenti antiterrorismo hanno arrestato il sospetto mentre lasciava un condominio nei pressi di Atene sabato 28 ottobre 2017. Secondo il rapporto della polizia, il soggetto aveva dei borsoni contenenti due pistole, 300 proiettili, diversi detonatori, cavi, cronometri e polvere da sparo, nonché otto carte d’identità false.

Le autorità hanno dichiarato che il 29enne è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre portava dei pacchi all’ufficio postale in cinque diverse occasioni. Sono tutt’ora in corso perquisizioni presso il suo appartamento.

In passato, il sospettato sarebbe stato arrestato per aver organizzato sommosse in un’università.

Inoltre, sembrerebbe essere coinvolto anche nella spedizione di pacchi bombe al Ministero delle Finanze tedesco, alle Istituzioni dell’UE a Bruxelles e agli uffici parigini del Fondo Monetario internazionale, dove una piccola esplosione nel marzo scorso ha provocato il ferimento di una persona. L’attacco a Papademos era verosimilmente collegato alla sua politica di austerità. Nel 2010 nel mirino della CCF c’erano anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e l’allora primo ministro italiano Silvio Berlusconi.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Lucia Mecocci

di Redazione

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