Siria: la Turchia stabilirà 8 basi militari a Idlib

Pubblicato il 27 ottobre 2017 alle 6:03 in Siria Turchia

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L’esercito turco stabilirà 8 basi militari a Idlib, nel nord della Siria, al confine con la Turchia.

Fonti dell’esercito turco hanno riferito che sono già stati individuati 4 luoghi per la creazione delle basi militari turche nel governatorato di Idlib. La prima base verrà posta nell’area montuosa di Sheikh Barakat, una zona strategica dalla quale si possono controllare sia Idlib sia Afrin, situata nel governatorato di Aleppo.

Le forze armate turche utilizzeranno le basi dell’aeronautica militare siriana di Taftanaz e di Abu Al-Duhur. Inoltre, hanno ottenuto il controllo della regione di Dheif, il più grande presidio del regime siriano nel Paese.

Il 13 ottobre 2017, l’esercito turco aveva stabilito alcuni punti di controllo nel governatorato di Idlib, nel contesto della creazione di una zona cuscinetto nel territorio. Precedentemente, l’8 ottobre 2017, una delegazione turca, composta da esperti e consiglieri militari, era giunta nel governatorato per condurre attività di ricognizione, dopo che, il 25 settembre, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva annunciato l’intenzione di schierare il proprio esercito a Idlib. L’obiettivo della missione turca in Siria è quello proteggere i civili che vivono nell’area, secondo quanto stabilito dagli accordi di Astana.

La presenza della Turchia a Idlib fa parte di un accordo stipulato con Russia e Iran, durante il sesto round dei negoziati di Astana, che si è tenuto il 14 e 15 settembre 2017 nella capitale del Kazakistan. Il patto mira a creare alcune zone cuscinetto e a impedire ai gruppi curdi siriani di creare un “corridoio” che, percorrendo il confine siriano, arrivi al mar Mediterraneo. L’accordo prevede altresì che le forze russe mantengano la sicurezza fuori dal governatorato, mentre la Turchia all’interno.

Oltre ad essere in linea con quanto stabilito dai negoziati di Astana, l’intervento di Erdogan nel governatorato di Idlib è dovuto anche al timore della nascita di uno stato curdo al confine con la Turchia. In particolare, il presidente turco ha paura che la nascita di uno Stato curdo vicino ai propri confini possa galvanizzare i curdi in Turchia. La preoccupazione di Ankara è aumentata in seguito al verificarsi di due avvenimenti importanti. Il primo avvenimento è il referendum sull’indipendenza della regione del Kurdistan dall’Iraq, che si è tenuto il 25 settembre 2017 e si è concluso con un plebiscito a favore del sì. Il secondo avvenimento che ha contribuito ad accrescere il timore di Ankara è la proclamazione delle prime elezioni nel territorio curdo siriano, annunciata il 29 luglio 2017, sulla scia dei movimenti indipendentisti iracheni.

Il 16 ottobre 2017, le forze del regime siriano di Bashar Al-Assad avevano intimato “il ritiro immediato e senza condizioni” delle truppe turche da Idlib. In tale occasione, il Ministero degli Esteri siriano aveva definito l’intervento turco in Siria come “un’aggressione” e aveva aggiunto che non avrebbe “niente a che fare con le intese raggiunte dai Paesi garanti del processo di Astana”. La fonte del Ministero aveva riferito altresì che lo schieramento turco rappresenterebbe “una violazione di tali intese” e aveva intimato al regime turco di “attenersi a ciò che è stato concordato ad Astana”.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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