Nikki Haley in Africa: prima visita ufficiale di un funzionario dell’amministrazione Trump

Pubblicato il 27 ottobre 2017 alle 15:13 in Africa USA e Canada

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L’Ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, si trova in visita ufficiale in Africa per rafforzare le relazioni con gli USA, al fine di stabilizzare determinati Paesi e accrescere la sicurezza di alcune regioni.

Il 23 ottobre, l’ambasciatrice si è recata in Etiopia, dove ha colloquiato con il primo ministro etiope, Hailemariam Desalegn. Il giorno seguente, la Haley è volata in Sud Sudan, dove avrebbe dovuto visitare un campo profughi, ma l’intera delegazione è stata costretta a evacuare per via delle proteste degli oppositori del presidente sud-sudanese, Salva Kiir, i quali avrebbero voluto incontrare l’ambasciatrice. L’Onu ha spiegato alla stampa che, per motivi di tempo, non era stato previsto alcun incontro. Il 26 ottobre, infine, la Haley si è recata in Congo.

L’ambasciatrice ha spiegato alla CNN che il presidente Trump l’ha inviata nei tre Paesi africani, tutti caratterizzati da una profonda instabilità politica, per ragioni umanitarie, ma anche economiche e strategiche. “In tutto il mondo, abbiamo visto che situazioni disperate possono condurre a risultati pericolosi. Per questo motivo Trump mi ha chiesto di recarmi nei tre Paesi africani, in modo da comprendere cosa possiamo fare per migliorare la loro condizione”, ha spiegato la Haley. In particolare, gli USA temono che i conflitti irrisolti possano creare terreno fertile per i gruppi terroristici.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, in quanto ha ottenuto l’indipendenza il 9 luglio 2011 dal Sudan. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Dal 2013, è in corso una violenta guerra civile tra le milizie di etnia Ginka, fedeli al governo dell’attuale presidente Salva Kiir, e quelle di etnia Nuer, che rispondono a Riek Machar. Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, mentre circa 6 milioni di persone stanno rischiando di morire di fame. Tale situazione costituisce una delle peggiori crisi umanitarie del pianeta.

La Repubblica del Congo, conosciuta anche con il nome di Congo-Brazzaville, fin dall’indipendenza dalla Francia, ottenuta il 20 settembre 1960, è stata caratterizzata da aspri scontri e guerre civili tra i gruppi armati attivi nel Paese e l’esercito governativo. Secondo le stime della World Bank, quasi metà della popolazione vive in condizioni di povertà. Il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, è uno dei leader africani più anziani, dal momento che salì al potere nel 1979. Dopo aver perso la propria posizione nel 1992, cinque anni dopo Sassou è tornato ad essere il presidente del Paese africano, in seguito ad una sanguinosa guerra civile. Nel marzo 2016, è stato eletto per la settima volta.

Secondo la Haley, in situazioni come queste, l’Onu può giocare un ruolo fondamentale agendo su tre fronti. Il primo è quello di fornire assistenza umanitaria; il secondo riguarda la facilitazione del processo politico; il terzo infine è quello di offrire forze di peacekeeping. In Sud Sudan e in Congo, le Nazioni Unite sono già attive, spendendo complessivamente più di 2 miliardi di dollari all’anno.

Gli USA vorrebbero coinvolgere l’Etiopia, uno dei principali attori del Corno d’Africa sul piano economico e della sicurezza, per migliorare la situazione del Sud Sudan, dove ha inviato 200 peacekeeper per aiutare le autorità di Juba a innalzare le misure di sicurezza. L’Etiopia ospita il quartier generale dell’Unione Africana ed è un membro dell’Intergovernmental Authority on Development (IGAD), un’organizzazione politico-commerciale composta dagli Stati del Corno d’Africa, fondata nel 1986, con sede in Gibuti. È previsto che l’Etiopia diventi il principale esportatore di energia del Corno d’Africa ed il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente.

Si è trattato della prima visita di un ufficiale dell’amministrazione Trump in Africa.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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