La strategia americana in Asia: il dilemma di Trump

Pubblicato il 27 ottobre 2017 alle 12:13 in USA e Canada

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Il presidente Donald Trump effettuerà un tour ufficiale in Asia dal 3 al 14 novembre, durante il quale visiterà il Giappone, la Corea del Sud, la Cina, il Vietnam, le Filippine e le Hawaii.

Tale viaggio avviene in un momento di profonda preoccupazione per la sicurezza della regione asiatica. Nel corso dei mesi passati, le tensioni con la Corea del Nord sono cresciute a suon di test missilistici e atomici da parte nordcoreana, e di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud da parte americana. La situazione è giunta a un punto di stallo in quanto né Pyongyang, né Washington vogliono attaccare per primi ma, allo stesso tempo, nessuno dei due ha intenzione di cedere alle richieste dell’altro. Gli USA non vogliono colpire, ma esigono che la Corea del Nord interrompa ogni sua attività missilistica e nucleare. Dall’altra parte, Pyongyang continua a mostrare i denti eseguendo test missilistici, ma promette di non intervenire se Washington smetterà di essere così ostile.

In un articolo pubblicato su The National Interest, Richard Fontaine, presidente del Center for a New American Security, spiega che l’equilibrio della regione, agli occhi degli Stati Uniti, è minacciato anche dalle mire e dalle crescenti capacità militari della Cina. Il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese, conclusosi il 24 ottobre, ha sancito la leadership del presidente Xi Jinping, il cui nome è stato inserito nella Costituzione del Partito Comunista Cinese. Nel corso del congresso, il leader cinese ha definito la Cina “una grande potenza” e un “potere forte”, ponendo l’attenzione sulla costruzione di isole artificiali nel Mar Meridionale Cinese, grazie alle quali Pechino raggiungerà una grande modernizzazione militare. Fontaine riferisce che, già allo stato attuale, l’equipaggiamento militare della Cina rappresenta una grande sfida per gli Stati Uniti. Per questo motivo, i progetti in cantiere costituiscono una minaccia ancora più imminente per gli USA.

Washington si trova quindi di fronte a un dilemma. Da una parte vorrebbe preservare l’attuale equilibrio di potere in Asia attraverso tre azioni: rafforzare l’ordine regionale, evitare qualsiasi conflitto e mantenere relazioni economiche stabili con Pechino. Dall’altra parte, gli USA vorrebbero riuscire a raggiungere questi tre obiettivi contemporaneamente e a un costo ragionevole. La revisione effettuata dal Congresso riguardo alla strategia di difesa americana nel Pacifico del 2016, tuttavia, non è rassicurante. Il documento si conclude riferendo che “le azioni di alcune nazioni della regione mettono continuamente alla prova la credibilità della difesa americana, che non sembra stare al passo con le sfide poste dai potenziali rivali, con il risultato che il bilanciamento potere sta pendendo non più dal lato statunitense”. Più semplicemente, secondo il rapporto, gli Stati Uniti stanno perdendo potere a favore di altri Paesi nella regione asiatica.

Il futuro tour in Asia di Trump sarà cruciale per determinare il modo in cui il presidente americano gestirà tali sfide. Ad avviso di Fontaine, Trump dovrebbe cercare di inserire i rapporti di alleanza con i Paesi asiatici in una rete di partenrship di sicurezza più ampia. Ci sono alcune tendenze che sembrano rendere possibile tale opzione. Molti Stati asiatici stanno aumentando le proprie spese per la difesa, dedicandosi alla modernizzazione delle forze armate nazioni e allo sviluppo di legami di sicurezza. Ciò è dimostrato dal fatto che, negli ultimi anni, l’Australia, il Giappone, l’India, Singapore e la Corea del Sud hanno concluso una serie di accordi bilaterali in ambito di difesa e sicurezza e hanno effettuato diverse esercitazioni congiunte. Secondo l’autore, al fine di creare una partnership multilaterale forte, Tokyo e Washington potrebbero coordinarsi per estendere la propria collaborazione militare a Paesi come l’India, il Vietnam e le Filippine, invitandole a effettuare esercitazioni congiunte.

Fontaine conclude che, simili iniziative contribuirebbero a migliorare la sicurezza della regione e potrebbero essere in grado di riportare l’equilibrio di potere a favore degli Stati Uniti.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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