Esplosione in Mali: morti 3 peacekeeper

Pubblicato il 27 ottobre 2017 alle 18:43 in Africa Mali

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Almeno 3 peacekeeper sono morti, mentre altri 3 sono rimasti feriti, in un’esplosione nel nord del Mali.

Il veicolo sul quale stavano viaggiando gli ufficiali è passato sopra a un ordigno esplosivo che era stato posizionato sulla strada che collega Tessalit a Aguelhouk. L’incidente è avvenuto alle 14:30 locali di giovedì 26 ottobre. Secondo quanto riferito da un comunicato della missione dell’Onu in Mali, MINUSMA, i feriti sono stati trasportati all’ospedale di Kidal, ma non è stata rivelata alcuna informazione sulla nazionalità delle vittime. Il capo della missione, Koen Davisse, ha riferito: “Condanno fortemente questo atto, il cui unico obiettivo era quello di destabilizzare il Paese e ostacolare il processo di pace in corso”. Davisse ha altresì sottolineato che la MINUSMA continuerà a impegnarsi con tutte le sue forze per raggiungere la stabilità del Mali.

Come spiega al-Jazeera in lingua inglese, l’incidente può essere considerato un crimine di guerra internazionale.

Il Mali è un Paese dell’Africa occidentale che è teatro di continui scontri tra gruppi armati. La sicurezza dello Stato è peggiorata da quanto, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e Tuareg dai territori a nord che erano stati occupati nel corso dell’anno precedente. Da allora, si verificano periodicamente attacchi. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel sud del Paese. Al-Qaeda del Maghreb (AQIM) è attiva in Mali, dove ha compiuto un attentato, il 20 novembre 2015, contro un hotel di Bamako, in cui sono morte 20 persone. Da allora è stato indetto uno stato di emergenza, che è stato prolungato per sei mesi lo scorso aprile.

La MINUSMA, iniziata il 25 aprile 2013, ha l’obiettivo di fornire assistenza alle truppe maliane, nel tentativo di innalzare il livello di sicurezza del Mali. Tuttavia, i continui attacchi dei gruppi terroristici hanno reso i soldati di tale missione il gruppo di peacekeeping più colpito al mondo.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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