Amnesty International: 1,400 migranti espulsi forzatamente dall’Algeria in sole 3 settimane

Pubblicato il 25 ottobre 2017 alle 17:03 in Algeria Immigrazione

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Nel corso delle tre settimane passate, le autorità algerine hanno effettuato espulsioni di massa, forzando circa 2,000 cittadini provenienti dall’Africa sub-sahariana a rientrare in Niger e in Mali.

La notizia è stata resa nota da Amnesty International, la quale ha rivelato che tra i migranti espulsi c’erano anche 300 minori, di cui almeno 25 non accompagnati. Secondo le indagini dell’organizzazione umanitaria, la polizia locale ha condotto la nuova ondata di arresti ed espulsioni su base raziale, trattenendo anche quegli individui stranieri in possesso di documenti validi. “Non ci sono giustificazioni per ciò che hanno fatto le forze di sicurezza algerine, le quali hanno deportato i migranti sulla base del colore della loro pelle o del presunto Paese di origine”, ha commentato il direttore di Amnesty International per il Nord Africa, Heba Morayef. A suo avviso, ciò che è accaduto nelle ultime settimane mette in luce l’approccio discriminatorio del governo algerino nei confronti degli stranieri presenti all’interno dei propri territori. “Invece di calpestare i diritti dei migranti ed effettuare espulsioni, la autorità algerine dovrebbero cercare di combattere le discriminazioni raziali nei confronti dei cittadini dell’Africa sub-sahariana”, ha aggiunto Heba Morayef.

Dopo l’arresto, i migranti vengono trasportati e abbandonati al confine del Niger e del Mali. Alcuni sono costretti ad attraversare il deserto, poiché scaricati dalla parte algerina dei confini.

Alla luce di tutto ciò, Amnesty International ha lanciato un appello alle autorità algerine, chiedendo di fermare queste deportazioni illegali, e di effettuare controlli più approfonditi per permettere ai migranti in possesso di documenti di viaggio validi di rimanere in Algeria.

Il governo di Algeri non ha dato alcuna giustificazione alle proprie mosse. Il 20 ottobre scorso, il Ministero della Giustizia algerino ha dichiarato di “non aver chiuso le proprie frontiere ai migranti”, ma di essere impegnato nella difesa dei confini, al fine di aumentare la sicurezza dell’Algeria. Come spiega Amnesty International, gli standard internazionali vietano le deportazioni di massa senza una motivazione valida. Inoltre, nessun individuo può essere rimpatriato forzatamente in un Paese in cui rischia la propria vita, o dove vengono effettuate continue violazioni dei diritti umani.

L’Algeria fa parte dell’International Convention on the Protection of the Rights of All Migrant Workers and Members of their Families, che proibisce l’espulsione collettiva dei migranti che hanno documenti regolari. Tale divieto è previsto anche dall’articolo 12 della Carta sui diritti umani dell’Unione Africana, la quale è stata ratificata da Algeri. Nonostante ciò, non è la prima volta che il Paese nordafricano effettua deportazioni di massa di migranti. Nel dicembre 2016, più di 1,400 cittadini dell’Africa sub-sahariana sono stati arrestati e costretti a rimpatriare in Niger.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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