I vincitori del Premio Nobel esortano l’Australia a firmare il trattato per abolire le armi nucleari

Pubblicato il 24 ottobre 2017 alle 6:10 in Asia Australia

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La Campagna Internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, ICAN, premio Nobel per la Pace 2017, ha scritto una lettera aperta al Premier australiano, Malcolm Turnbull. Nella lettera, ICAN ha esortato il governo di Turnbull a firmare il trattato per l’abolizione delle armi nucleari, sostenuto da 122 Paesi.

La lettera al Premier australiano, cofirmata da più di 90 attori tra Paesi ed attivisti, sostiene che il sistema internazionale di non proliferazione nucleare ha fallito. Nella lettera le armi nucleari vengono definite “illegittime, immorali ed ora illegali” e responsabili di porre una minaccia alla sopravvivenza di tutti gli australiani.

Nella lettera si legge: “Finché alcuni Paesi continueranno a essere dotati di armi nucleari, altri lavoreranno per ottenerle. Non esistono opzioni sicure per le armi nucleari. Ci troviamo ad affrontare una scelta molto chiara: possiamo continuare a far sì che queste armi si diffondano, rischiando il loro uso inevitabile; o possiamo eliminarle. Le armi nucleari pongono una minaccia esistenziale per tutti gli australiani e per l’umanità intera”.

Più di 15.000 armi nucleari sono collocate nel mondo, la maggior parte delle quali distribuite tra Stati Uniti e Russia. Di queste, 1.800 si trovano in stato di allerta.

La lettera aggiunge: “Se una singola arma nucleare di nuova generazione dovesse venire detonata in una grande città, milioni di persone verrebbero uccise. In aggiunta al numero delle vittime, una valida risposta umanitaria sarebbe impossibile, dal momento che operatori sanitari, ambulanze, servizi di emergenza ed ospedali sarebbero distrutti dall’esplosione e la città diverrebbe radioattiva, dunque pericolosa per i sopravvissuti”.

Tilman Ruff, fondatore di ICAN, ha dichiarato che “la maggior parte delle nazioni ha fatto progressi incredibili nel corso di questo ultimo anno per delegittimare e rendere illegali le armi nucleari. Contrariamente, l’approccio australiano ci sta avvicinando ad un conflitto nucleare. Si dovrebbe chiedere a tutti gli Stati in possesso di armi nucleari, non solo alla Corea del Nord, di rifiutare le armi nucleari e impegnarsi per il disarmo”.

Il trattato delle Nazioni Unite sulla messa a bando delle armi nucleari è stato aperto alle firme il 20 Settembre del 2017 ed è stato per ora firmato da 53 Paesi (la lista degli stati firmatari è accessibile qui). Non appena si raggiungeranno le 50 ratifiche, il trattato entrerà in vigore.

L’efficacia di un trattato globale sulla messa a bando delle armi nucleari è fortemente contestata. Il trattato, dopo svariati mesi di negoziazioni, ha ricevuto supporto su scala globale, ma non ha ancora raccolto le posizioni dei nove Paesi ufficialmente possessori di armi nucleari. Tali Paesi sono i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito e Russia) insieme ad India, Pakistan, Israele e Nord Korea.

Alcuni studiosi sostengono che il trattato non potrà essere efficace senza la partecipazione degli Stati possessori di armi nucleari. Dall’altro lato, i sostenitori del trattato sostengono che la messa a bando di tali armi causerebbe una pressione morale che porterebbe gli Stati i ad avviare il processo di disarmo nucleare e a stabilire delle norme internazionali per proibirne lo sviluppo, il possesso e l’uso.

L’Australia è stato uno dei principali Paesi ad opporsi al trattato sulla messa a bando delle armi nucleari. Tale Paese ha poi coinvolto altri Stati nella sua campagna di opposizione, criticando come l’approccio ai possessori di tali armi sia modulare, nonostante sia teso alla riduzione delle riserve mondiali.

Dall’altro lato, gli Stati non in possesso di armi nucleari sono preoccupati dall’aggiornamento e dall’aumento degli arsenali dei nove Stati possessori. Questo li ha resi scettici nei confronti del trattato sulla non proliferazione, rafforzando il loro supporto alla messa a bando.

La lettera a Turnbull riconosce che “un trattato non potrà eliminare le armi nucleari nell’arco di una notte. Tuttavia, trattati simili che hanno reso illegali le armi chimiche e biologiche, così come le mine terrestri e le bombe ad orologeria, hanno portato ad una forte riduzione nella manifattura ed uso di tali armi, raggiungendone un progressivo smantellamento”.

In sintesi, esiste un trattato che impedisce agli Stati di dotarsi della bomba atomica, ma non esiste ancora un trattato vincolante che imponga la distruzione delle armi nucleari già esistenti.

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di Redazione

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