Norimberga: omicida di estrema destra condannato all’ergastolo

Pubblicato il 24 ottobre 2017 alle 6:04 in Europa Germania

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Un tribunale in Bavaria ha condannato all’ergastolo un uomo tedesco con agganci a un gruppo di estrema destra per aver ucciso un poliziotto.

L’omicidio è avvenuto un anno fa, a ottobre 2016, nel corso di un raid delle forze dell’ordine che hanno fatto irruzione in casa del reo confesso. Nella stessa occasione, tre membri delle forze speciali di polizia rimasero feriti dai proiettili che il condannato sparò attraverso la porta. Il raid era precisamente finalizzato al sequestro delle armi da fuoco di cui l’uomo era in possesso, che costituiscono, stando alle forze dell’ordine, un arsenale di circa 30 pistole.

Lunedì 23 ottobre il tribunale di Norimberga, di fronte al quale l’uomo si è presentato col sorriso, lo ha dichiarato colpevole dell’omicidio.

L’accusato, un cinquantenne che risponde al nome di Wolfgang P. – le convenzioni legali tedesche proteggono la privacy dell’imputato – è un “Reichsbürger”, ossia il membro di un gruppo radicale che rifiuta lo Stato tedesco.

I Reichsbürger (letteralmente: cittadini del Reich) sono un gruppo che non riconosce l’autorità della repubblica federale tedesca. I membri di tale gruppo credono ancora nell’esistenza dell’impero tedesco del 1937 – il Reich, per la precisione – e ad esso restano fedeli. Gli ufficiali della sicurezza interna della Germania stimano che gli aderenti a questo movimento siano, a livello nazionale, 12,600, di cui almeno 3,000 vivono in Bavaria.

La sparatoria ha portato le autorità a riconsiderare l’influenza dei Reichsbürger in Germania, e a riconoscere la potenziale e pericolosa presenza di neonazisti tra le loro fila. I Reichsbürger avevano già destato l’attenzione delle autorità per via del loro possesso di armi da fuoco e del rifiuto di pagare le tasse.

La casella delle lettere di Wolfgang P. reca la scritta “Territorio sottoposto alla giurisdizione di Wolfgang: qui la mia parola è legge!”.

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Traduzione dal tedesco e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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