Filippine: terminato l’assedio a Marawi

Pubblicato il 23 ottobre 2017 alle 9:19 in Asia Filippine

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Il ministro degli Esteri filippino, Delfin Lorenzana, ha annunciato la fine dell’assedio di Marawi da parte dei terroristi affiliati all’ISIS.

Dopo 5 mesi di duri combattimenti, le truppe filippine sono riuscite a riprendere il controllo della città, ponendo fine alla crisi di sicurezza della regione più grave degli ultimi anni. “Non ci sono più militanti a Marawi”, ha riferito ai giornalisti il ministro degli Esteri. Il portavoce militare, Restituto Padilla, ha reso noto che, nel corso della mattina di lunedì 23 ottobre, si sono verificati alcuni scontri, poiché i pochi terroristi rimasti nella città avevano rifiutato di arrendersi. Tuttavia, è stato confermato che l’assedio è ufficialmente terminato.

Marawi è situata sull’isola meridionale di Mindanao, l’unica a maggioranza islamica di un Paese dove la fede cristiana è la più diffusa. Il 23 maggio 2017, i guerriglieri del gruppo terroristico locale Maute, affiliati allo Stato Islamico, erano entrati dentro le mura cittadine sventolando le bandiere nere dell’Isis. Subito dopo il loro assedio, il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, aveva proclamato la legge marziale su tutta l’isola di Mindanao. Il 16 ottobre, l’esercito filippino aveva reso noto di aver ucciso, Isnilon Hapilon e Omar Maute, i due leader dei militanti affiliati all’ISIS che avevano guidato l’assedio il 23 maggio scorso.

La principale paura del governo filippino era che i militanti affiliati all’ISIS riuscissero a instaurare una base operativa del gruppo terroristico a Marawi per compiere operazioni in tutto il sud-est asiatico. Tale possibilità è stata evidenziata in un report pubblicato dall’Institute for Policy of Conflict (IPAC), lo scorso 21 luglio, in cui è stato evidenziato che, grazie all’assedio di Marawi, i militanti sarebbero potuti essere in grado di creare una rete di contatti tra diverse cellule dell’ISIS presenti in Siria, nelle Filippine e in Indonesia.

Come evidenziato in un articolo di Channel News Asia, il termine degli scontri armati non sarà sufficiente a eliminare la minaccia terroristica. Le autorità di Manila dovranno impegnarsi a comprendere come sia stato possibile un assedio così lungo, e come abbiano fatto i militanti a godere dell’appoggio della comunità locale. Ad avviso del capo della polizia di Marawi, Ebra Moxbin, le motivazioni non sono da ricercare nella religione ma, al contrario, nel denaro. “Non è la religione che ha convinto i cittadini di Marawi, ma i soldi”, ha spiegato Moxbin.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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